Anticipo del Tfr/Tfs: la Funzione pubblica sollecita gli Enti a sbloccare le procedure

Il Dipartimento della Funzione pubblica, con Nota emanata il 13 gennaio2021, Protocollo n. 1975, ha richiamato i datori di lavoro a una fattiva collaborazione nel procedimento di anticipo Tfs/Tfr, che ad oggi risulta piuttosto rallentato.

L’istituto, introdotto con il Dl n. 4/2019, ha attraversato un percorso attuativo piuttosto lungo e elaborato. Infatti, dopo l’emanazione del Provvedimento attuativo, adottato ad oltre un anno di distanza con Dpcm 22 aprile 2020, n. 51 (vedi Entilocalinews n. 25 del 22 giugno 2020), era necessario provvedere all’Accordo fra il Ministero e l’Abi (Associazione bancaria italiana) per determinare i termini, le modalità di adesione delle banche, il tasso di interesse e altre condizioni economiche alle quali viene concesso l’anticipo. L’Accordo-quadro è stato sottoscritto il 7 agosto 2020 e approvato con Dm. 19 agosto 2020 (vedi Entilocalinews n. 35 del 14 settembre 2020). Infine, è stata sottoscritta in data 28 ottobre 2020 la Convenzione fra il Ministero del Lavoro, quello dell’Economia e quello della Pubblica Amministrazione con l’Inps, per l’affidamento a quest’ultimo della gestione del Fondo di garanzia.

Successivamente l’Inps, dopo aver comunicato l’avvio, dal 18 novembre 2020, della possibilità per gli ex dipendenti pubblici di presentare domanda per l’anticipo del Tfs/Tfr, ha fornito una serie di istruzioni operative, in particolare con la Circolare n. 130/2020 e il Messaggio n. 4315/2020 (vedi Entilocalinews n. 45 del 23 novembre 2020), per guidare i dipendenti nella richiesta di anticipo Tfs/Tfr.

Nonostante ciò però l’istituto stenta a decollare e quindi, al fine di sollecitarne la concretizzazione, la presente Nota mira a sollecitare i datori di lavoro, i quali possono rivestire la duplice funzione di diretti pagatori del trattamento ovvero dii soggetti che devono aggiornare i dati in possesso dell’Inps.

Nel primo caso, il Dipartimento sollecita le Amministrazioni a fornire rapidamente ai dipendenti le informazioni necessarie per accedere all’anticipo, quale l’importo del Tfs/Tfr maturato e i tempi nei quali sarà corrisposto.

Nella seconda veste, le P.A. sono richiamate a certificare velocemente le posizioni previdenziali presso l’Inps, Istituto chiamato, nella maggior parte dei casi, alla corresponsione del Tfs/Tfr. Il tutto per fare in modo che il lavoratore riceva, entro il termine di 90 giorni dalla richiesta, la certificazione del diritto al trattamento e di tutti gli altri elementi sopra descritti, che gli consentono di accedere all’anticipo, così come prevede la norma. In sostanza quindi, l’intento del Dipartimento è di “sensibilizzare” le P.A. perché provvedano a quanto di competenza al fine di dare attuazione alla misura in questione.