È prevista per oggi, mercoledì 11 febbraio 2015, l’udienza di discussione, dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, della questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale regionale di Giustizia amministrativa di Trento con l’Ordinanza 29 gennaio 2014 n. 23, in ordine alla compatibilità della misura (decisamente elevata) del “contributo unificato” per le cause in materia di appalti con il diritto comunitario dei contratti pubblici.
Il Giudice remittente aveva osservato che “l’efficacia dei mezzi di ricorso presuppone, infatti, costi sostenibili e proporzionati al vantaggio che il ricorrente confida di ritrarre dalla controversia … in fattispecie di appalti di scarso valore, ma comunque al di sopra della soglia comunitaria … l’elevato ammontare del contributo unificato rischia di vanificare del tutto l’utilità ritraibile dal ricorso”.
È noto che la fissazione del “contributo unificato” nella misura variabile da Euro 2.000,00 a Euro 6.000,00, a seconda dello scaglione di valore dell’appalto, ha drasticamente ridotto il contenzioso in materia, senza peraltro che siano state concepite misure alternative di regolazione dei conflitti; ciò rende la Pronuncia della Corte di Giustizia particolarmente delicata e attesa dagli operatori del settore.




