Armonizzazione dei sistemi contabili: il principio della programmazione e il Dup

Armonizzazione dei sistemi contabili: il principio della programmazione e il Dup

Con la riforma contabile, il ruolo della programmazione gestionale risulta rafforzato.

Entro il 31 luglio di ogni anno le Giunte degli Enti Locali sono tenute a presentare al Consiglio il “Documento unico di programmazione” (Dup) per le conseguenti Deliberazioni.

Tale Documento ha carattere generale e costituisce la guida strategica ed operativa dell’Ente. Lo stesso si compone di 2 Sezioni: una strategica ed una operativa.

La prima ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo, la seconda pari a quello del bilancio di previsione.

Il Dup costituisce atto propedeutico all’approvazione del bilancio di previsione (la cui scadenza è prevista entro il 31 dicembre) ed è predisposto nel rispetto di quanto previsto dal principio applicato della programmazione di cui all’Allegato n. 4/1 del Dlgs. 23 giugno 2011, n. 118.

La Sezione strategica (“Ses”) prevede la definizione degli indirizzi ed obiettivi strategici, declinati a livello di missione di spesa. L’individuazione degli obiettivi strategici consegue ad un processo conoscitivo di analisi strategica delle condizioni interne ed esterne all’Ente, sia in termini attuali che prospettici. Nella “Ses” è individuato il contributo che il Gruppo amministrazione Pubblica fornisce per il conseguimento degli obiettivi strategici.

Gli indirizzi generali devono fare riferimento a:

  1. Programmazione comunitaria attuata;
  2. Programmazione nazionale e vincoli di finanza pubblica;
  3. Programmazione regionale.

L’analisi delle condizioni esterne deve avere come riferimenti principali l’assetto socio-economico territoriale ed il mercato dei servizi pubblici locali, con particolare riferimento alle dinamiche della domanda da parte dei cittadini. In questa fase, devono essere analizzati in senso critico tutti i principali parametri economico-finanziari.

La verifica delle condizioni interne riguarda i seguenti fattori:

  1. servizi pubblici locali;
  2. impieghi, risorse e sostenibilità in termini di:

a)    investimenti e OO.PP. programmate;
b)   investimenti non conclusi;
c)    tributi e tariffe;
d)   spesa corrente per “funzioni fondamentali”;
e)    necessità finanziarie e strutturali per programmi;
f)     patrimonio;
g)    risorse straordinarie e in conto capitale;
h)   indebitamento;
i)     equilibri di bilancio e cassa.

  1. risorse umane;
  2. coerenza con pds e finanza pubblica

La Sezione operativa (“Seo”) è, a sua volta, strutturata in Parte 1 e Parte 2 ed è declinata a livello di programma della spesa.

La prima si compone dei seguenti elementi:

  • risorse (umane, finanziarie, strumentali) disponibili;
  • bisogni, per ciascun programma, con riferimento ai servizi fondamentali;
  • Patto di stabilità interno;
  • valutazione dei mezzi finanziari, delle fonti di finanziamento, analisi trend storico;
  • indirizzi su tributi e tariffe;
  • valutazioni e indirizzi su indebitamento;
  • analisi impegni pluriennali già assunti;
  • analisi del “Gruppo pubblico locale” (“Gpl”);
  • analisi “Fondo pluriennale vincolato” (“Fpv”), sia parte corrente che conto capitale: valutazione tempi e modalità realizzazione programmi e obiettivi amministrazione.

La Parte 2 riguarda invece la pianificazione dei lavori pubblici, il fabbisogno del personale e gli strumenti di valorizzazione del patrimonio.

Anche se il principio di programmazione entra in vigore dal 2015, il Documento unico dovrà essere redatto per la prima volta con riferimento agli esercizi 2016 e successivi (il differimento dei termini non si applica agli Enti sperimentatori).

Il bilancio di previsione finanziario è riferito ad un orizzonte temporale almeno triennale ed è elaborato sulla base delle linee strategiche contenute Dup, nell’osservanza dei principi contabili generali ed applicati.

I termini di approvazione del bilancio possono essere differiti con Decreto del Ministro dell’Interno, d’intesa con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, in presenza di motivate esigenze.

Il bilancio di previsione finanziario comprende le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio del periodo considerato e le previsioni di competenza degli esercizi successivi.

Il sistema contabile degli Enti Locali garantisce la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sotto il profilo finanziario, economico e patrimoniale, attraverso l’adozione della contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale. La prima ha natura autorizzatoria e consente la rendicontazione della gestione finanziaria, mentre alla seconda è affidato un ruolo informativo, finalizzato alla rilevazione degli effetti economici e patrimoniali dei fatti di gestione.

L’applicazione del principio della contabilità economico-patrimoniale integrata con la finanziaria sarà obbligatoria dal 2016. Dalla stessa data gli Enti saranno inoltre obbligati ad adottare il Piano dei conti integrato e la codifica della transazione elementare.

I risultati della gestione finanziaria, economico e patrimoniale sono dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale.

Al rendiconto, che deve essere deliberato dall’Organo consiliare entro il 30 aprile dell’anno successivo, è allegata una relazione della Giunta sulla gestione che esprime le valutazioni di efficacia dell’azione condotta sulla base dei risultati conseguiti.

Entro il 30 settembre dell’anno successivo l’Ente è tenuto ad approvare il bilancio consolidato con i bilanci dei propri Organismi ed Enti strumentali e delle Società controllate e partecipate, secondo il principio applicato n. 4/4 di cui al Dlgs. n. 118/11. Il primo bilancio consolidato dovrà dunque essere redatto dal 2017, in riferimento all’annualità 2016.

Gli Enti Locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti possono non predisporre il bilancio consolidato fino all’esercizio 2017.

Il differimento dei termini per la redazione del consolidato non si applica agli Enti sperimentatori, per i quali la relativa disciplina è già in vigore.

Dal 2015 cambia anche la programmazione delle Istituzioni. Il Dlgs. n. 126/14 modifica infatti l’art. 114 Tuel, stabilendo l’obbligo del raggiungimento dell’equilibrio finanziario previsionale.

Gli atti fondamentali dell’Istituzione, da sottoporre all’approvazione del Consiglio dell’Ente, sono i seguenti:

a) il piano-programma, di durata almeno triennale, che costituisce il documento di programmazione dell’Istituzione;
b) il bilancio di previsione almeno triennale;
c) le variazioni di bilancio;
d) il rendiconto della gestione.

di Anna Guiducci


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