Armonizzazione in Sicilia: urgono indicazioni per gli Enti Locali

Armonizzazione in Sicilia: urgono indicazioni per gli Enti Locali

Come già evidenziato in altre occasioni la Regione Siciliana, dopo aver confermato con la “Legge di stabilità regionale 2015” (Lr. n. 3/15) l’entrata a regime per gli Enti Locali siciliani della Riforma nel corso dell’esercizio corrente, con l’art. 6, comma 10, della Lr. n. 9/15, per gli stessi Enti, ha introdotto, la facoltà di rinviare l’adozione del nuovo sistema contabile al 2016, incluso il riaccertamento straordinario dei residui.

La disposizione ha generato scompiglio tra gli Enti siciliani, inducendo taluni a provvedere alla revoca della Delibera di Giunta con la quale, contestualmente all’approvazione al rendiconto, avevano già provveduto ad approvare il riaccertamento straordinario. Alla stessa maniera altri Enti che, sebbene in ritardo, erano pronti per procedere con il riaccertamento, hanno sospeso i lavori, in attesa di avere maggiore contezza degli indirizzi del legislatore regionale.

Recentemente è stata pubblicata, sul portale Arconet, la Faq n. 6, in risposta ai numerosi interpelli e quesiti che gli Enti Locali hanno recentemente posto, oltre che alla Regione Siciliana, anche alla stessa Ragioneria generale dllo Stato. Nella Faq in parola, la Commissione per l’armonizzazione degli Enti territoriali, istituita ai sensi dell’art. 3-bis, del Dlgs. n. 126/14, si è pronunciata circa la possibilità per gli Enti siciliani di confermare l’adozione del nuovo sistema contabile a far data dall’esercizio corrente, come peraltro già previsto dall’art. 11, comma 3, della Lr. n. 3/15, prima delle recenti modifiche introdotte dalla Lr. n. 9/15.

A seguito della Lr. n. 9/15, l’Assessorato all’Economia della Regione Siciliana ha trasmesso a tutti gli Enti Locali la Circolare 3 giugno, n. 18, confermando la facoltà per gli Enti siciliani di rinviare l’adeguamento alla nuova disciplina contabile armonizzata, senza però fornire alcuna indicazione circa le modalità e i tempi attraverso i quali gli Enti dovranno procedere – per inciso, sua competenza specifica ai sensi dell’art. 79 del Dlgs.n. 118/11 – così mantenendo quella condizione diffusa di incertezza con riguardo alla condotta da seguire per la gestione del bilancio 2015.

Con la Faq n. 6, la Commissione Arconet interviene nel tentativo di mettere ordine, in un quadro normativo evidentemente caotico e incerto come quello con il quale sono tenuti a confrontarsi gli operatori degli Enti Locali siciliani (Ragionieri generali, Segretari comunali e Amministratori in primis). In particolare, la Commissione è stata chiamata a pronunciarsi circa la legittimità per gli Enti siciliani di continuare ad adottare la disciplina di cui al Dlgs. n. 118/11 e sull’applicabilità della disciplina di cui al Dm. Mef 2 aprile 2015 relativo al ripiano del maggior disavanzo derivante da riaccertamento straordinario dei residui.

Secondo la Commissione Arconet, alla luce della Circolare 3 giugno 2015, n. 18 richiamata, gli Enti Locali siciliani ed i loro Enti e Organismi strumentali possono legittimamente adottare la nuova disciplina armonizzata nell’esercizio 2015, effettuando il riaccertamento straordinario dei residui nell’esercizio 2015, e applicando le regole di cui al Dm. Mef 2 aprile 2015 circa i criteri, i tempi e le modalità di ripiano dell’eventuale disavanzo determinato in sede di riaccertamento straordinario.

La conferma da parte della Commissione dell’ordinaria applicabilità nel 2015 della disciplina ex Dlgs. n. 118/11, incluse le agevolazioni discusse, a tutti gli Enti siciliani – peraltro già anticipata nel corso di un convegno tenuto a Palermo lo scorso 22 giugno 2015 proprio sul tema alla presenza di un funzionario della Ragioneria generale dello Stato – implicitamente riconosce la non automatica applicabilità della stessa disciplina, nel corso del 2016, per quegli Enti che oggi eserciteranno il diritto di deroga.

Se da un lato la Commissione Arconet si è pronunciata, dall’altro permane l’assoluto silenzio delle Istituzioni siciliane circa modalità, criteri e termini attraverso i quali gli Enti che derogheranno al 2016 l’avvio dell’armonizzazione potranno gestire il bilancio 2015. Il Dlgs. n. 126/14 ha rinnovato ampiamente il Tuel, adeguandolo alla nuova disciplina contabile. Per effetto di tali modifiche il Dlgs. n. 267/00 attualmente in vigore non consentirebbe un’ordinaria gestione del bilancio secondo le vecchie regole. Pertanto, sarebbe ampiamente auspicabile un intervento delle Autorità siciliane finalizzato a fornire le necessarie puntuali indicazioni

Lo stesso Assessorato regionale siciliano,  con la successiva Circolare n. 19/15 ha fornito indicazioni alle proprie articolazioni territoriali – peraltro in maniera particolarmente dettagliata – analizzando diffusamente le procedure inerenti il riaccertamento straordinario, confermando così anche concretamente la volontà di applicare la riforma contabile con riguardo al solo Ente Regione Siciliana.

Nella Circolare n. 19/15 nulla è indicato circa gli Enti Locali siciliani, i quali invece hanno più volte richiesto un prossimo imminente intervento chiarificatore.

Per di più, nei giorni scorsi sulla stampa locale siciliana è stata diffusa la notizia circa l’avvenuta segnalazione ufficiale da parte del Mef alla Regione Siciliana di alcuni rilievi in merito alla legittimità della Lr. n. 9/15, con particolare riguardo proprio al disposto dell’art. 6, comma 10, contenente la disposizione sulla opzione di proroga, sul quale il Mef esprime addirittura un parere negativo, rimarcando, non solo le problematiche di legittimità costituzionale, ma soprattutto quelle attuative, derivanti da un intervento normativo effettuato ad esercizio finanziario già avviato che ha generato quindi negli Enti Locali della Regione totale incertezza del quadro normativo di riferimento del sistema contabile e quindi anche dei rapporti con i Tesorieri e con gli Organi di controllo (leggasi soprattutto Revisori).

Ed in ultimo, da informazioni raccolte sul territorio non sarebbe nemmeno da considerare improbabile la famosa “mossa del gambero” da parte dell’Ars, che potrebbe decidere anche di eliminare completamente dal testo della Lr. n. 9/15 la disposizione dell’opzione di proroga di cui all’art. 6, comma 10, costringendo così i Comuni a provvedere di corsa ad approvare il riaccertamento straordinario dei residui nelle calde settimane di luglio-agosto.

Ed è anche per questa ipotesi non così improbabile che i ragionieri generali dei Comuni siciliani è opportuno che finiscano comunque il lavoro del riaccertamento straordinario dei residui, al  di là poi della sua adozione ufficiale.

Ciò detto, in questa sede ci pare utile presentare il quadro composito e variegato delle fattispecie nelle quali gli Enti Locali siciliani si trovano attualmente in ragione  del loro grado di loro adeguamento e conformità al Dlgs. n. 118/11 e alla Lr. n. 9/15.

  1. Enti che hanno approvato il rendiconto 2014 e il riaccertamento straordinario e che hanno poi revocato la Delibera di riaccertamento straordinario.

Come evidenziato all’esordio del presente contributo, al momento della pubblicazione della Lr. n. 9/15, alcuni Enti siciliani avevano già approvato il rendiconto e, contestualmente, il riaccertamento straordinario ex art. 3, del Dlgs. n. 118/11. Alcuni tra questi Enti, a fronte di prime informali notizie raccolte dagli Uffici della stessa Regione Siciliana circa l’obbligatorietà di spostare al 2016 l’applicazione dell’armonizzazione – giusta la ritenuta supremazia nel caso di specie della Legge regionale n. 9/15 rispetto a quella nazionale – hanno revocato la Delibera di Giunta con la quale avevano approvato il riaccertamento. Nell’incerto quadro normativo sopra evidenziato, con la certezza (almeno ad oggi, come risulta dalla lettura della citata Faq n. 6/15, salvo un’improbabile successiva estensione da parte del Legislatore nazionale al 2016 dello strumentario contabile valido solo per il 2015) di non poter godere, nel 2016, delle agevolazioni oggi riconosciute agli Enti che stanno applicando il nuovo sistema contabile – non ultima la possibilità di ripianare in 30 anni l’eventuale disavanzo determinato in sede di riaccertamento straordinario, tali Enti siciliani dovrebbe rivalutare la possibilità di applicare la disciplina dell’armonizzazione nel corso dell’esercizio 2015, riapprovando quella Delibera di Giunta già legittimamente assunta e poi in autotutela revocata. Ed è anche opportuno ricordare che, sebbene tale nuova Deliberazione sarebbe adottata comunque ben oltre i termini previsti dalla norma per il riaccertamento straordinario – prorogati al 15 giugno scorso dall’art. 2, comma 1, Dl. n. 78/15 – l’eventuale sanzione da applicare per il ritardo accumulato rispetto alla dead line (la procedura di scioglimento di cui all’art. 141, comma 2, del Tuel) è da ritenere probabile abbia tempi di attivazione non immediati, visto anche la storica lentezza di avvio sperimentata in Sicilia. Meglio sarebbe comunque un chiarimento sul punto dall’Assessorato alle Autonomie locali ed alla Funzione pubblica, competente in via speciale rispetto alle Prefetture nel territorio siciliano.

  1. Enti che hanno approvato solo il rendiconto 2014

Molti Enti al momento della pubblicazione della Lr. n. 9/15, sebbene avessero già approvato il rendiconto di gestione, non avevano ancora approvato la Delibera di riaccertamento straordinario, alcuni pur avendo già predisposto tutti gli adempimenti necessari. Anche questi Enti, alla luce delle valutazioni predette, potrebbero procedere nelle prossime settimane all’adeguamento alla disciplina contabile armonizzata, quindi alla deliberazione di riaccertamento straordinario, secondo le indicazioni sopra riportate.

  1. Enti che non hanno approvato rendiconto 2014 e riaccertamento

Tali Enti rimangono comunque tenuti ad approvare il rendiconto 2014, a prescindere dalla volontà o meno di deliberare il riaccertamento straordinario dei residui, pena l’applicazione della procedura di cui all’art. 141, comma 2, del Dlgs. n. 267/00. In ogni caso, tali Enti potrebbero comunque procedere, contestualmente all’approvazione del rendiconto di gestione 2014, all’approvazione della Delibera di Giunta per il riaccertamento straordinario dei residui, e quindi all’adeguamento alla disciplina contabile armonizzata.

  1. Enti che non intendono approvare il riaccertamento straordinario dei residui

In generale, a prescindere che gli Enti abbiano approvato o meno il rendiconto, nell’ipotesi in cui non intendono comunque procedere all’applicazione nel corso dell’esercizio 2015 della nuova contabilità armonizzata – e quindi all’approvazione del riaccertamento straordinario dei residui – considerata l’assenza di indicazioni a cura della Regione Siciliana circa modalità, criteri e termini per l’esercizio ti tale rinvio e, soprattutto, alla luce delle contestazioni mosse dal Mef alla Regione sulla decisione di consentire la sospensione opzionale dell’armonizzazione per il 2015 da parte degli Enti Locali, pare quantomeno opportuno che l’Ente motivi, almeno con provvedimento di Giunta, la decisione di rinviare al 2016. In questo modo, infatti, gli operatori si cautelerebbero maggiormente anche da eventuali responsabilità ad essi imputabili per il fatto di non aver adempiuto ad una disposizione obbligatoria nazionale ovvero a contraris di non aver rispettato una norma opzionale regionale. A  parere di chi scrive, l’atto dovrebbe ricostruire lo scenario incerto sotto l’aspetto normativo e motivare in maniera puntuale le valutazioni effettuate dall’Ente e la scelta operata, sia essa di deroga ovvero di applicazione della riforma, segnalando l’oggettivo “caos normativo” le conseguenti obiettive condizioni di incertezza nella individuazione del quadro normativo di riferimento, coinvolgendo nella stesura tutti i soggetti interessati per ruolo e per funzione (il Segretario, il Responsabile dei Servizi “Finanziari”, l’Organo di revisione economico-finanziario, e gli Amministratori).

Ultima considerazione, forse scontata: il tempo dei giochi allo scarico di responsabilità sono, anche su questa triste vicenda, finiti da un pezzo. Ed allora, la Regione Siciliana e lo stesso Mef-RgS sono chiamati ad uno sforzo (non necessariamente condiviso e collaborativo sebbene auspicato) per recuperare “ai supplementari” un minimamente dignitoso finale di una partita di cui, come al solito, oggi è difficile individuarne l’organizzatore e l’arbitro, avendone invece intuito la (non condivisibile) finalità e la posta in palio: ovvero un premio “a perdere”.

di Riccardo Compagnino, Nicola Tonveronachi, Calogero di Liberto


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