DOSSIER A CURA DI CENTRO STUDI ENTI LOCALI
Da parte di INPS 111 controlli a domicilio ogni mille certificati di malattia per i dipendenti pubblici contro i 29 del privato durante il II trimestre 2023
Aumentati i controlli da parte di INPS del 9,5% nel I trimestre 2023 rispetto all’anno precedente
Nel primo trimestre 2023, controlli aumentati del 30,6% per i privati, diminuiscono del 4,1% i controlli per il pubblico rispetto all’anno precedente
Nei primi sei mesi dell’anno sono giunte 15,4 milioni di certificati di malattia a INPS che hanno portato a 84 milioni di giorni di malattia (circa 13 milioni in meno rispetto al 2022)
In calo del 34,4% gli “assenti ingiustificati/sconosciuti” per i controlli d’ufficio del settore privato e del 28,7% per le richieste datoriali del settore pubblico.
In un confronto tra il primo trimestre 2022 e il primo trimestre 2023, sono stati incrementati i controlli per malattia di dipendenti pubblici e privati da parte di INPS del 9,5%. In particolare, nel primo trimestre 2023 sono stati effettuati 35.282 controlli in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nel settore privato, corrispondenti ad un incremento del 30,6%. In calo del 4,1%, invece, i controlli nel settore pubblico. Tale diminuzione si concentra soprattutto al Sud dove il calo è del 12,9%. In positivo, invece, il numero di controlli per il settore pubblico al Nord e al Centro (rispettivamente +4,6% e +7,1%).
Per quanto riguarda il secondo trimestre 2023, si osserva un aumento dell’1,7% delle visite mediche per controllo domiciliare. Analizzando le differenze tra i dipendenti pubblici e privati, si osserva che, se per il privato è presente una diminuzione delle visite pari al 2,2%, il pubblico vede un incremento del 5,4% rispetto ai dati dell’anno precedente. Tale incremento si registra soprattutto al Nord e al Centro (rispettivamente +13,2% e +14,1%). Diversamente, il Sud vede un calo del 2,4% dei controlli per il settore pubblico e un incremento del 3,1% per quello privato.
Sono questi alcuni dei dati emersi da una elaborazione di Centro Studi Enti Locali basata su dati INPS.
Analizzando i dati proposti dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, emerge che nel primo trimestre 2023 sono aumentate del 65,3% le visite di controllo da parte di INPS ai dipendenti under 30 del settore privato e del 20,8% ai loro coetanei del settore pubblico. Aumentano del 33% anche le visite effettuate nella fascia di età 30-49 anni nel settore privato, contro un aumento dello 0,9% per il settore pubblico. Negativo, invece, il numero di visite effettuate agli ultracinquantenni del settore pubblico che vedono un calo del 7,6%.
Il secondo trimestre 2023 vede un incremento dell’8,5% e del 6,5% rispettivamente per le visite effettuate agli under 30 del settore privato e pubblico. Per quanto riguarda gli ultracinquantenni, invece, se il settore privato osserva una diminuzione del 5% delle visite domiciliari, il pubblico registra un incremento del 5,9%.
Le certificazioni di malattia pervenute ad INPS nel primo semestre 2023 sono state in totale 15,4 milioni di cui il 75,6% (11,6 milioni) provenienti dal settore privato. Anche a causa dei minori contagi legati al Covid-19, rispetto ai primi due trimestri del 2022 si è osservato nel 2023 un calo generale di certificati per malattia del 23,1% per il settore privato e del 22,6% per il settore pubblico.
In totale i giorni di malattia nel primo trimestre 2023 sono stati poco meno di 42 milioni contro gli oltre 65 milioni del primo trimestre precedente. Percentualmente, la diminuzione è stata del 37,1% per il privato e del 34,3% per il pubblico rispetto allo stesso periodo del 2022. Nel secondo trimestre, invece, i giorni di malattia sono stati più di 31 milioni, contro i 42 milioni dell’anno precedente. La variazione percentuale rispetto all’anno precedente vede un decremento del 24,2% per il privato e del 33,6% per il pubblico. Sono in calo anche i lavoratori con almeno un giorno di malattia. La differenza tra il settore pubblico e privato, in questo caso, è di 7 punti percentuali (24% per il pubblico e 17% per il privato). Rispetto allo stesso periodo del 2022, la distanza tra i due settori è identica (29% per il pubblico e 22% per il privato).
Nel primo trimestre 2023, le visite di controllo di INPS hanno confermato la prognosi nel 79% dei casi contro il 75% del primo trimestre 2022. La percentuale è maggiore nel pubblico dove la conferma di prognosi è pari all’83% delle visite, contro il 75% del privato. In riferimento allo stesso periodo dell’anno, diminuiscono sia nel pubblico che nel privato gli “assenti non giustificati/sconosciuti”. Si passa, infatti dal 12% nel pubblico e 14% nel privato del 2022, al 9% nel pubblico e 10% nel privato del primo trimestre 2023.
Nel secondo trimestre 2023 scendono dal 13% al 9% gli “assenti ingiustificati/sconosciuti” rispetto al secondo trimestre 2022 sia nel pubblico che nel privato. In particolar modo, si registra un calo del 34,4% degli “assenti ingiustificati/sconosciuti” per i controlli d’ufficio del settore privato e del 28,7% per le richieste datoriali del settore pubblico.
Nel primo trimestre 2023, il numero di visite mediche richieste dal datore di lavoro è aumentato del 29,9% per il privato e del 16,8% per il pubblico rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Incremento che è comune anche alle visite d’ufficio per il settore privato laddove il pubblico, invece, vede una diminuzione del 27,5%.
Rispetto al confronto tra il secondo trimestre 2023 con quello del 2022, invece, le visite mediche d’ufficio per il settore privato sono scese dell’8,2%. Diversamente, risultano in aumento quelle del settore pubblico (+8,3%). Le richieste datoriali registrano entrambe un incremento del 14,7% per il privato e del 2,6% per i dipendenti pubblici.
Per ogni certificato, i giorni medi di malattia nel secondo trimestre 2023 per i dipendenti pubblici sono 4,5 contro i 5 del privato. È molto più marcata, invece, la differenza per i controlli effettuati. A fronte di mille certificati di malattia, le visite di controllo verso il pubblico sono 111. Nel privato, il numero cala drasticamente a 29,3. Il dato è in crescita rispetto allo stesso periodo del 2022 dove le visite ogni mille certificati per il settore pubblico sono state 80,2 contro le 24,5 del privato.
Ricordiamo che i vincoli imposti dalle fasce di reperibilità sono più stringenti per i dipendenti pubblici, rispetto agli altri. Chi lavora nel privato è soggetto ai controlli per sole 4 ore al giorno, nelle fasce 10-12 e 17-19. Al contrario, nel pubblico, i controlli possono scattare tra le 9 e le 13 e tra le 15 e le 18, per un totale di 7 ore.





