Assunzioni Regioni Sardegna: la Corte dei conti conferma la possibilità di procedere secondo le modalità ordinarie

Assunzioni Regioni Sardegna: la Corte dei conti conferma la possibilità di procedere secondo le modalità ordinarie

Nella Delibera n. 119 del 18 ottobre 2016 della Corte dei conti Sardegna, un Sindaco ha richiesto un parere in merito ai seguenti quesiti:

1) se il Comune, per la copertura di un posto di Responsabile del Servizio “Finanziario”, possa procedere ad indire bando di mobilità volontaria riservato esclusivamente ai dipendenti di Area vasta;

2) se sulla spesa per tale unità di personale sia direttamente applicabile, anche nella Regione in questione, l’esclusione dalle spese di personale al fine del rispetto del tetto di spesa di cui all’art. 1, comma 562, della Legge n.296/06, per gli Enti non sottoposti a Patto di stabilità, trattando la stessa norma di questione che attiene ai principi e limiti imposti per l’obiettivo del contenimento della spesa pubblica, e quindi applicabile su tutto il territorio nazionale.

La Sezione, in riferimento al primo quesito, statuisce che, ai sensi delle vigenti disposizioni della Legge regionale n. 2/16, sia rimesso alla Giunta regionale adottare criteri e modalità con i quali attivare le procedure di mobilità del personale delle Province soppresse e delle altre Province e, eventualmente, nel rispetto della legge, anche autorizzare la facoltà di indire bandi esclusivamente riservati a dipendenti di Area vasta.

Viceversa, in assenza dell’emanazione di una specifica disciplina da parte della Giunta, potrà operare esclusivamente la disciplina generale di cui al Dlgs. n. 165/01, in raccordo con le previsioni della Lr. n. 24/14. Inoltre, tenuto conto della Nota n.22407/16 della Direzione generale degli Enti Locali della Regione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione pubblica, ha comunicato all’Anci che anche nella Regione in questione sono ripristinate, ove vi siano risorse disponibili, le ordinarie facoltà di assunzione di personale previste dalla normativa vigente, riferite alle annualità 2015 e 2016 e alle annualità anteriori al 2015.

Con riferimento al secondo quesito, la Sezione rileva che l’esclusione dal tetto di spesa di cui all’art.1, commi 557 e 562 della Legge n. 296/06, riconosciuto dall’art.1, comma 424, della Legge n. 190/14, operava in funzione della ricollocazione del personale ritenuto sovrannumerario a seguito del generale riassetto degli Enti di Area vasta sulla base del sistema individuato dalla disciplina statale. La medesima esclusione non risulta quindi attualmente applicabile all’interno dell’ordinamento regionale, nel quale non si ritrova un analogo sistema di definizione e riassorbimento del personale in eccesso.


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