“Avcpass”: Anci, “compie verifiche incomplete e prolunga i tempi delle gare”  

“Avcpass”: Anci, “compie verifiche incomplete e prolunga i tempi delle gare”   

Facendo seguito alla lettera inviata il 9 ottobre 2014 dal Presidente dell’Anci, Piero Fassino, al Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, l’Anci ha pubblicato sul proprio sito un nuovo Documento che mette in luce le criticità del Sistema “Avcpass”.

Il Documento, trasmesso all’Anac il 28 novembre 2014, argomenta ampiamente le ragioni per le quali il Sistema starebbe – secondo l’Associazione dei Comuni – prolungando i tempi di gestione delle gare.

Stando al pronunciamento, anziché semplificare la verifica dei requisiti da parte delle stazioni appaltanti, la “Avcpass” costituisce un aggravio del procedimento poiché le “verifiche che compie sono incomplete (come nel caso del Durc senza cassa edile) e inesatte”.“Tra gli effetti registrati da alcune Amministrazioni, nell’espletamento delle gare con il sistema Avcpass – si legge – vi è una riduzione della partecipazione. Alcuni Comuni hanno riscontrato problemi operativi e criticità nel supporto informatico sia nella fase di perfezionamento/pubblicazione delle gare che nella fase di comprova dei requisiti dei partecipanti, nonostante le ripetute segnalazione e richiesta di assistenza al call-center Avcp/Anac e gli interventi dei tecnici informatici. A tal riguardo diverse Amministrazioni hanno affermato di aver ricevuto risposte discordanti da operatori del call-center Avcp/Anac su medesimi quesiti che sono stati sottoposti”.

Il Sistema – stando a quanto riferito dall’Anci – impedisce il caricamento, la specificazione e il salvataggio dei dati concernenti i requisiti di capacità tecnica e professionale e quelli di capacità economica e finanziaria richiesti dai partecipanti. Tale situazione impedisce agli operatori economici che vogliono partecipare alla gara di acquisire il PassOe e di procedere al pagamento del contributo di gara a favore dell’Anac.

L’Associazione ha inoltre riferito che “sono stati riscontrati problemi legati alla tempistica di messa a disposizione di vari tipi di documenti, da parte di enti certificanti con il rischio di affidare i lavori (a volte urgentissimi) oltre la data fissata per l’ottenimento di un finanziamento pubblico. […] E’ stato segnalato, in particolare, il mancato reperimento dei documenti – correttamente inseriti ai fini della comprova dei requisiti da parte del Rup in fase di perfezionamento del Cig – ma non caricati dal Sistema Avcpass nella fase di verifica dei requisiti di partecipazione, con esclusiva possibilità di richiedere i documenti caricati di default dal sistema medesimo; impossibilità di scaricare i certificati di regolare esecuzione che dovrebbero essere messi a disposizione dall’Anac”.

Alla luce di questa e di molte altre criticità evidenziate dal Documento che pubblichiamo in allegato, l’Anci ha chiesto all’Authority di prevedere un’azione di formazione ed accompagnamento per i Comuni.

In chiusura viene inoltre evidenziato come da parte di alcune Amministrazione sia giunta la richiesta di sospendere il Sistema “fino a quando non sia semplificato/migliorato affinché non sia d’intralcio allo svolgimento delle gare ed una volta riattivato prevedere:

-un innalzamento della soglia per cui si applica: passarlo da 40.000 a 150.000 Euro per i servizi e forniture e a 207.000 Euro per i lavori.

-una gradualità: Il sistema dovrebbe essere riattivato solo per lavori e opere pubbliche e successivamente, solo dopo il raggiungimento della sua completa funzionalità per tale ambito – che ha strutture organizzativamente più articolare ed attrezzate- venga esteso a servizi e forniture

-una snellezza operativa. Il sistema dovrebbe essere reimpostato dando la possibilità di gestione della gara in un’unica seduta, come avveniva prima dell’introduzione dell’Avcpass.

-un ripensamento del suo utilizzo: Tale sistema è nato per verificare i requisiti dei partecipanti, in realtà vengono richieste una serie di informazioni che con la verifica dei requisiti c’entrano molto poco, ma hanno più a che vedere con la creazione e gestione di un fascicolo di gara informatico (date dei verbali di gara, importo delle offerte presentate ecc..). Si tratta di informazioni che comportano tempi lunghi d’inserimento e quindi costi per l’Ente appaltante, soprattutto nelle gare di lavori, dove il numero dei partecipanti è maggiore. Molte informazioni, peraltro, vengono poi fornite all’Osservatorio Regionale per la compilazione delle relative schede, con una duplicazione di dati inseriti e, quindi, di costi. Bisognerebbe tornare alla ratio della sua istituzione. Alleggerendo al massimo l’applicativo, facendolo tornare alla sua funzione originaria, che poi è quella prevista dal dettato normativo (ex artt. 6 bis e 48 del Codice)”.

 

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