Avvocati Dirigenti di Enti pubblici: devono attestare la presenza al lavoro mediante i sistemi automatici di rilevazione

Avvocati Dirigenti di Enti pubblici: devono attestare la presenza al lavoro mediante i sistemi automatici di rilevazione

Nella Sentenza n. 1368 del 30 agosto 2017 del Tar Campania, la questione controversa riguarda la legittimità di misure di matrice regolamentare ed organizzativa preordinate alla verifica delle presenze (segnatamente, attraverso l’uso e il controllo di badge e tessere magnetiche) del personale dipendente di Uffici pubblici che eserciti, iscritto all’apposito Albo speciale conservato presso il locale Consiglio dell’Ordine, le funzioni di Avvocato (cd. “pubblico”). I Giudici specificano che, in termini generali, le prerogative di autonomia ed indipendenza, nei termini riconosciuti dalla legge di ordinamento professionale agli Avvocati degli Enti pubblici, non sono lese da ordini di servizio riconducibili alla verifica funzionale del rispetto degli obblighi lavorativi di diligenza e correttezza nei confronti della persona giuridica pubblica datrice di lavoro, che obbligano anche l’Avvocato iscritto all’Elenco speciale.

Pertanto, con tali provvedimenti non si realizza una “indebita ingerenza” nell’esercizio intrinseco della prestazione d’opera intellettuale propria della professione forense, e cioè “nella trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’Ente”, ai sensi dell’art. 23 della Legge n. 247/12, ma semplicemente si sottopone l’attività a forme di controllo estrinseco, doverose e coerenti con la partecipazione dell’ufficio dell’Avvocato dell’Ente pubblico all’organizzazione amministrativa dell’Ente stesso. In effetti, l’art. 23 della richiamata Legge professionale riferisce “la piena indipendenza ed autonomia” soltanto alla ridetta “trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’Ente” e non trasforma affatto, ex lege, l’inerente ufficio in un Organo distinto e comunque autonomo dal resto dell’Ente. Con il che, in definitiva, le predisposte misure organizzative non palesano alcuna incompatibilità con le caratteristiche di autonomia nella conduzione professionale dell’Ufficio di Avvocatura. Sotto distinto e concorrente profilo, è del tutto evidente che la programmatica strutturazione di verifiche e controlli sull’attività lavorativa del personale non implica affatto che le peculiarità delle funzioni e delle mansioni esercitate (segnatamente inerenti l’assenza di orari di lavoro prestabiliti e la maggiore autonomia nell’organizzazione dei tempi) possano essere compromesse, limitate o addirittura pretermesse; e ciò in quanto l’attività di controllo e verifica, per sua natura strumentale, deve essere comunque esercitata e valorizzata in considerazione dei profili professionali volta a volta presi in considerazione.


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