“Bonus Irpef”: Circolare delle Entrate sulle modifiche apportate dalla Legge n. 89/14

È stato pubblicato sul sito web istituzionale dell’Agenzia delle Entrate la Circolare 11 luglio 2014, n. 22/E, rubricata “Art. 1 del Dl. 24 aprile 2014, n. 66 – Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati – Modifiche apportate dalla Legge di conversione 23 giugno 2014, n. 89”.
Il Documento di prassi in commento analizza le principali modifiche apportate al “Bonus Irpef” dalla Legge 23 giugno 2014, n. 89, riguardanti, tra l’altro, le modalità di recupero del credito erogato dai sostituti d’imposta, compresi gli Enti pubblici e le Amministrazioni dello Stato.
Soggetti tenuti al riconoscimento del credito
Mentre il primo periodo dell’art. 1, comma 4, del Dl. 24 aprile 2014, n. 66, è rimasto immutato dopo l’entrata in vigore della Legge di conversione n. 89/14, il secondo è stato modificato indicando ora che “il credito di cui al primo periodo è riconosciuto, in via automatica, dai sostituti d’imposta”. La modifica citata non ha determinato alcuna variazione del novero dei sostituti d’imposta tenuti al riconoscimento del credito in via automatica, che rimangono quelli individuati al primo periodo del comma 4. Tale modifica si limita a sopprimere riferimenti normativi non necessari, in quanto già indicati nel primo periodo dello stesso comma 4.
Recupero delle somme erogate
La Legge di conversione n. 89/14 ha apportato una rilevante modifica, per quanto riguarda le modalità di recupero del credito erogato dai sostituti d’imposta, con la sostituzione dell’art. 1, comma 5 e la soppressione dell’art. 1, comma 6. La normativa previgente prevedeva che, per il recupero del credito erogato ai lavoratori, i sostituti d’imposta utilizzassero fino a capienza l’ammontare complessivo delle ritenute disponibili in ciascun periodo di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo. Adesso il secondo periodo del comma 5 prevede che le somme erogate ai lavoratori “sono recuperate dal sostituto d’imposta mediante l’istituto della compensazione di cui all’art. 17, del Dlgs. n. 241/97”.
L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che con la Risoluzione 7 maggio 2014, n. 48/E  è stato istituito il codice-tributo “1655”, denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta delle somme erogate ai sensi dell’art. 1 del Dl. 24 aprile 2014, n. 66”, e che l’utilizzo di detto codice consente ai sostituti d’imposta di recuperare le somme erogate ai lavoratori mediante l’istituto della compensazione.
L’Agenzia delle Entrate fa presente che, oltre alla disapplicazione del limite alla compensazione di cui all’art. 34, della Legge n. 388/00 (limite massimo compensabile), alla fattispecie in parola non si applica nemmeno la limitazione di cui all’art. 31, del Dl. n. 78/10 (divieto di compensazione dei crediti relativi alle Imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo di ammontare superiore a Euro 1.500).
In virtù della modifica effettuata dalla Legge di conversione n. 89/14, i sostituti d’imposta erogano il credito in via automatica ai lavoratori che ne abbiano i requisiti, indipendentemente da ogni considerazione circa la capienza delle ritenute disponibili e dei contributi dovuti.
Al fine del recupero delle somme erogate, i sostituti recuperano il credito erogato ai lavoratori esclusivamente con il Modello “F24” e utilizzano l’importo corrispondente al credito erogato per il versamento mediante compensazione di qualsiasi saldo a debito esposto nel medesimo Modello “F24”, anche in Sezioni diverse dalla Sezione Erario. L’eventuale credito non utilizzato in compensazione potrà essere utilizzato per i versamenti successivi.
È possibile che un sostituto d’imposta si trovi, nello stesso mese, ad erogare il credito ad alcuni lavoratori ed a recuperare quello già erogato ad altri lavoratori nei mesi precedenti. Ed in questo caso, il sostituto d’imposta dovrà provvedere ad effettuare la somma algebrica tra gli importi a credito e gli importi a debito relativi al “Bonus Irpef”. Se dalla citata operazione emerge un credito, il sostituto provvederà a recuperarlo al netto del debito dovuto all’Erario, mentre viceversa l’importo al netto del credito dovrà essere versato entro gli ordinari termini di versamento delle ritenute d’acconto. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che sono fatti salvi i comportamenti tenuti dai sostituti d’imposta che, prima del 24 giugno 2014, hanno recuperato il credito erogato ai lavoratori mediante compensazione utilizzando il Modello “F24”.
L’Agenzia delle Entrate fornisce esempi volti al corretto utilizzo del codice-tributo “1655”, per i quali rinviamo alla lettura della Nota di prassi.
Amministrazioni dello Stato ed Enti pubblici
L’Agenzia delle Entrate si è soffermata anche sulle novità introdotte con la Legge di conversione e riguardanti il recupero delle somme erogate dalle Amministrazioni dello Stato e dagli Enti pubblici.
Il terzo e quarto periodo del comma 5 dell’art. 1 del Dl. 24 aprile 2014, n. 66, prevedono che “gli Enti pubblici e le Amministrazioni dello Stato possono recuperare le somme erogate ai sensi del comma 1 anche mediante riduzione dei versamenti delle ritenute e, per l’eventuale eccedenza, dei contributi previdenziali. In quest’ultimo caso l’Inps e gli altri Enti gestori di forme di previdenza obbligatoria interessati recuperano i contributi non versati alle gestioni previdenziali rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’Erario”. Contestualmente all’inserimento del testo sopra citato, è stato soppresso il successivo comma 6, il quale disciplinava per il solo Inps il recupero dei contributi non versati alle gestioni previdenziali.
In virtù del quadro normativo vigente, le Amministrazioni dello Stato e gli Enti pubblici possono ora recuperare il credito erogato attraverso lo scomputo dalle ritenute e dai contributi dovuti ovvero mediante compensazione con le somme a debito utilizzando il Modello “F24” ordinario, in caso di saldo complessivo pari a zero, oppure il Modello “F24EP”, in caso di contestuale versamento. La norma non ha previsto criteri di priorità tra le 2 modalità di recupero indicate, e quindi queste possono essere liberamente adottate con l’accortezza di evitare l’insorgere d’ipotesi di incapienza in relazione all’effettuazione dei conguagli fiscali derivanti dalle Dichiarazioni “730/14”.


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