Centrali uniche committenza: l’Anci chiede una nuova proroga, “si rischia il blocco dell’attività gestionale”

Centrali uniche committenza: l’Anci chiede una nuova proroga, “si rischia il blocco dell’attività gestionale”

Nuova proroga dell’entrata in vigore della disciplina dell’obbligo di contrattazione mediante Centrale di committenza per i Comuni non capoluogo, che vada a coincidere con l’adozione del nuovo “Codice degli Appalti”: questa la richiesta avanzata dall’Anci all’Esecutivo.

Come riferito dall’Associazione, con la Nota 28 ottobre 2015, il Presidente Piero Fassino ha scritto al Ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, per sollecitare “un intervento normativo urgente” che vada in questa direzione.

Le ragioni della richiesta sono da rintracciare nelle perplessità dell’Anci “sui tempi di attuazione di un percorso di aggregazione che richiedeva formazione e, soprattutto, modelli organizzativi nuovi ed efficienti per tutti i Comuni interessati”. La norma, introdotta dal Dl. n. 90/14, è già stata oggetto di svariati slittamenti e alla luce dell’ultimo, disposto dalla Legge n. 107/15 (“La Buona Scuola”), la sua entrata in vigore è prevista ad oggi per il 1º novembre 2015.

Fassino ha fatto riferimento al “quadro ordinamentale della materia degli appalti pubblici, in costante evoluzione”, ed ha proposto di far coincidere il termine in questione con l’entrata in vigore del nuovo “Codice degli Appalti pubblici e dei Contratti di Concessione”, per evitare confusione e sovrapposizioni delle disposizioni normative.

Se il Governo non dovesse accogliere questa richiesta, secondo il Presidente dell’Anci, si andrebbe incontro a “un sostanziale blocco dell’attività gestionale relativa agli acquisti di lavori, beni e servizi dei Comuni”, aggravato dal fatto che anche la Manovra finanziaria, attualmente in discussione a Palazzo Madama, interverrà sul tema, “prevedendo – si legge nel Comunicato – all’art. 28 un sistema nel quale Consip e gli altri soggetti aggregatori di livello regionale, metropolitano e provinciale, assumono un ruolo fondamentale nell’acquisizione di beni e servizi per importanti categorie merceologiche, senza chiarire, in tale nuovo contesto, che ruolo saranno chiamate a svolgere i modelli aggregativi su base locale la cui attivazione è prevista appunto per il 1° novembre”.


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