“Codice della Strada”: l’occupazione di suolo stradale ex art. 20

“Codice della Strada”: l’occupazione di suolo stradale ex art. 20

L’art. 20, comma 1, del Dlgs. n. 285/1992 – comunemente chiamato “Codice della Strada” –  al fine di tutelare le persone che circolano su strada e il relativo patrimonio, recita  che “sulle strade di tipo A), B), C) e D) è vietata ogni tipo di occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere e mercati, con veicoli, baracche, tende e simili; sulle strade di tipo E) ed F) l’occupazione della carreggiata può essere autorizzata a condizione che venga predisposto un itinerario alternativo per il traffico ovvero, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, a condizione che essa non determini intralcio alla circolazione”. Al successivo comma 4 dice che “chiunque occupa abusivamente il suolo stradale, ovvero, avendo ottenuto la concessione, non ottempera alle relative prescrizioni, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 169 a Euro 679”.

Quindi, chiunque occupi abusivamente la sede stradale oppure la occupi con titolo ma non rispettando le prescrizioni, è punito con una sanzione pecuniaria amministrativa e con la sanzione accessoria della rimozione delle opere abusive da parte del trasgressore.

Il personale operante quindi, in caso di occupazione abusiva ordina l’immediato sgombero dell’area e trasmette copia del verbale di accertamento e verbale di contestazione al Sindaco se l’occupazione riguarda le strade urbane e non sussistono motivi di ordine pubblico, e al Prefetto se interessa strade extraurbane o motivi di ordine pubblico. Altresì invia copia all’ufficio competente per la determinazione della Cosap e se l’occupazione abusiva ha finalità commerciali, anche al Comando Guardia di Finanza competente per territorio. Successivamente il Sindaco oppure il Prefetto emetteranno giusta ordinanza che obbliga il trasgressore allo sgombero dell’area; altresì possono ordinare, il ripristino dello stato dei luoghi e se l’occupazione aveva come oggetto un’attività commerciale, anche la chiusura fino all’adempimento per un periodo non inferiore ai cinque giorni e al pagamento delle spese o la presentazione di idonea garanzia. In caso di inottemperanza verrà deferito all’Autorità giudiziaria per violazione dell’art. 650 Cp. e anche al pagamento di una sanzione amministrativa ex art. 7-bis, Dlgs. n. 267/00 in caso di Ordinanza sindacale. Quanto sopra si applica anche quando l’esercente-trasgressore non adempie agli obblighi di pulizia e decoro del luogo antistante l’attività.

di Massimiliano Piccoli


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