Concessione in comodato di beni di proprietà dell’Ente Locale

Concessione in comodato di beni di proprietà dell’Ente Locale

Nella Delibera n. 342 del 1° dicembre 2014 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco espone che nel territorio comunale è insediata una raffineria con la quale l’Ente ha sottoscritto una convenzione per misure compensative. Tra le predette compensazioni è previsto il trasferimento di fondi al Comune, finalizzato all’acquisto di un mezzo da assegnare in comodato al Comando Vigili del fuoco per un pronto intervento sul territorio. Considerato che il mezzo, pur rientrando nel patrimonio comunale, di fatto sarà di uso esclusivo del Comando, il Sindaco chiede il parere circa la possibilità di avviare le procedure per tale acquisto, con fondi da privati, con successiva concessione in comodato gratuito. La Sezione osserva che con il quesito proposto non viene richiesto un parere in termini generali astratti sull’interpretazione e l’applicazione di norme in materia di contabilità pubblica, ma una valutazione preventiva di specifici atti rimessi alle scelte discrezionali dell’Ente Locale rispetto alla fattispecie concreta in questione. Valutazione che,determinando un’ingerenza nell’amministrazione attiva dell’Ente, deve ritenersi preclusa alla Corte dei conti in quanto incompatibile, con la posizione istituzionale di terzietà ed indipendenza ad essa costituzionalmente riconosciuta.Le scelte concrete sulla gestione nel caso prospettato spettano pertanto esclusivamente all’ente che potrà orientare la propria decisione ai principi generali già espressi dalla Corte dei conti. La Sezione evidenzia al riguardo che la giurisprudenza contabile ha già avuto modo di precisare che la concessione in comodato di beni di proprietà dell’Ente Locale è da ritenersi ammissibile nei casi in cui sia perseguito un effettivo interesse pubblico equivalente o addirittura superiore rispetto a quello meramente economico ovvero nei casi in cui non sia rinvenibile alcun scopo di lucro nell’attività concretamente svolta dal soggetto utilizzatore di tali beni. Ai fini di una effettiva valorizzazione funzionale, al di là di uno sfruttamento meramente economico del bene, viene richiesto in particolare che esso venga destinato a comprovate ed evidenti finalità di interesse pubblico, a vantaggio e a beneficio della collettività amministrata. Le predette finalità di interesse pubblico, unitamente alla compatibilità finanziaria dell’intera operazione posta in essere, dovrà risultare da una chiara ed esaustiva motivazione degli atti in concreto adottati.


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