Conferenza unificata: le novità in materia di Finanza locale

Con un Comunicato diffuso nei giorni scorsi sul proprio sito, l’Anci è intervenuta sulle decisioni prese in sede di Conferenza unificata in materia di Finanza locale.

Stando a quanto riferito dall’Associazione, è stata raggiunta l’intesa “sulla ripartizione dei 3 miliardi, il cosiddetto ‘fondone’, previsto per Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni nella ‘Legge di bilancio’”.

Il Presidente dell’Anci e Sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha da un lato commentato positivamente il fatto che la Manovra non siano stati previsti tagli ai trasferimenti e che progressivamente i Comuni stiano recuperando risorse oggetto di annose battaglie, come i 300 milioni di Euro di ristoro per la penalizzazione ingiustificata subìta dai Comuni a seguito dell’errata quantificazione, da parte del Mef, delle risorse dovute nel passaggio tra Ici e Imu.

Al contempo,Decaro ha però espresso preoccupazione per la continua riduzione della compensazione relativa alla cambiamento di regime fiscale tra Imu e Tasi, che interessa 1.800 Comuni, quantificata in 300 milioni di Euro. Secondo il Presidente Anci, questa stima è nettamente inferiore, sia a quanto gli Enti devono recuperare (l’Associazione parla di 480 milioni di Euro), sia rispetto al riconoscimento del 2016 (390 milioni di Euro).

Anche la soluzione individuata per la compensazione delle spese di funzionamento degli Uffici giudiziari (riconoscimento di 300 milioni in 30 anni) sembra aver lasciato l’amaro in bocca in “casa” Anci. “Quel debito, riconosciuto anche dal Ministero della Giustizia – ha detto Decaro – ammonta a 650 milioni fino al 2015. L’offerta di 300 milioni in 30 anni per chiudere il contenzioso davanti ai Giudici amministrativi è una proposta debole, destinata ad essere rispedita al mittente”.

Soddisfazione è stata invece espressa per quanto stabilito per le Città metropolitane, che si sono viste assegnare 70 milioni nel caso della Sicilia e 30 (a regime) per la Sardegna. “Viene inoltre sterilizzato il taglio per tutte le Città metropolitane a partire dal 2017. Si compensa anche– si legge ancora nella Nota –il mancato gettito sui terreni agricoli, per l’esenzione introdotta e poi ripristinata: ai Comuni interessati, che sono soprattutto quelli più piccoli, vengono assegnati 58 milioni in 10 anni”.