Consorzi stabili: elementi per l’individuazione

Consorzi stabili: elementi per l’individuazione

Nella Sentenza n. 2493 del 16 aprile 2019 del Consiglio di Stato, i Giudici chiariscono che la natura di “Consorzio stabile” di un concorrente ad una gara pubblica deve essere accertata sulla scorta di una ricostruzione sostanzialistica dei suoi tratti identificativi, così come delineati dall’art. 45, comma 2, lett. c), del Dlgs. n. 50/2016, con la conseguenza che è irrilevante l’assenza nell’atto costitutivo di espresse indicazioni nominalistiche della sua natura così come di formali manifestazioni di volontà delle Imprese consorziate dirette alla costituzione di un Consorzio stabile. Quel che conta invero è la possibilità di “individuare l’avvenuta creazione di un complesso strutturale ed organizzativo compatibile con il modello giuridico-formale di riferimento”. Sulla base di tale presupposto e con riferimento al caso di specie i Giudici, analizzando il contenuto dell’atto costitutivo del concorrente, hanno confermato la sussistenza di un modello organizzativo del tutto coerente con lo schema normativo di riferimento, ricorrendo di quest’ultimo:

1) il requisito numerico (“formati da non meno di 3 Consorziati”);

2) temporale (“per un periodo di tempo non inferiore a 5 anni”), essendo stabilita dall’atto costitutivo la durata di 25 anni;

3) teleologico (“abbiano stabilito di operare in modo congiunto nel Settore dei Contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”);

4) strutturale (“istituendo a tal fine una comune struttura di impresa”).

Hanno anche ricordato i Giudici che “elemento essenziale per attribuire al Consorzio la qualifica di ‘Consorzio stabile’ è il c.d. ‘elemento teleologico’, ossia l’astratta idoneità del Consorzio, esplicitamente consacrata nello Statuto consortile, di operare con un’autonoma struttura di Impresa, capace di eseguire, anche in proprio, ovvero senza l’ausilio necessario delle strutture imprenditoriali delle consorziate, le prestazioni previste nel contratto”.


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