Contratto di lavoro a tempo determinato: abuso del ricorso da parte di una Pubblica Amministrazione

Contratto di lavoro a tempo determinato: abuso del ricorso da parte di una Pubblica Amministrazione

Nell’Ordinanza n. 16226 del 3 agosto 2016, la Corte di Cassazione statuisce che, nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato, in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una Pubblica Amministrazione, il dipendente che abbia subìto la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dall’art. 36, comma 5, del Dlgs. n. 165/01, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dell’onere probatorio nella misura e nei limiti di cui all’art. 32, comma 5, della Legge n. 183/10, e quindi nella misura pari ad un’indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’art. 8 della Legge n. 604/66. In sostanza, non è possibile per un precario essere stabilizzato senza concorso. Per chi ha prestato servizio a tempo determinato, l’unico vantaggio è l’indennità da 2,5 a 12 mensilità dell’ultima retribuzione.


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