Contribuzione previdenziale: come gestire i compensi destinati ad artisti italiani e stranieri per un evento organizzato dal Comune?

Contribuzione previdenziale: come gestire i compensi destinati ad artisti italiani e stranieri per un evento organizzato dal Comune?

Il testo del quesito:

Tre pianisti, 2 dei quali residenti all’estero, suoneranno in occasione dell’inaugurazione del Teatro comunale. Abbiamo alcuni dubbi in merito alla contribuzione previdenziale legata al loro compenso.

Il pianista italiano, che opera in regime di prestazione occasionale e supera Euro 5.000,00, è iscritto alla ‘Gestione ex-Enpals’; è inoltre dipendente di un Istituto musicale. Dovremo applicare il regime ex-Enpals sulla sua prestazione in alternativa all’Inps gestione separata?

Per i 2 pianisti residenti rispettivamente in Gran Bretagna e in Svizzera siamo tenuti a versare i contributi in Italia, conteggiandoli secondo le aliquote Enpals o loro sono tenuti a versarli alle rispettive competenti istituzioni previdenziali?

 

La risposta dei ns. esperti.

In merito al quesito posto, rammentiamo che, tranne alcune eccezioni, i prestatori di lavoro autonomo occasionale che svolgono attività rientrante tra quelle per cui è prevista l’iscrizione all’ex Enpals devono iscriversi a tale Gestione a prescindere dai compensi percepiti. Superata la soglia di reddito di Euro 5.000 (ex art. 44, comma 2, della Legge n. 326/03), devono invece iscriversi obbligatoriamente alla “Gestione separata Inps”, secondo le norme ordinarie (vedi Circolare n. 2/08 Enpals).

Per i compensi agli artisti stranieri non devono essere versati contributi qualora vi siano Convenzioni tra l’Italia ed i loro Paesi di appartenenza che prevedano il versamento dei contributi in questi ultimi.

In particolare, dalle Faq estratte dal sito istituzionale dell’Inps, si evince quanto segue.

Nel caso in cui un’Impresa, Ente, Istituzione italiana ingaggi dei lavoratori con i quali non esistono Accordi bilaterali stipulati in materia previdenziale, questi “sono soggetti alla stessa normativa dei corrispondenti lavoratori italiani dello spettacolo appartenenti alle categorie dal n. 1 al n. 14 di cui all’art. 3 del Dlcps. n. 708/47 e s.m.i.. Dovrà essere quindi richiesto il certificato di agibilità e vigendo il principio della territorialità della prestazione i contributi dovranno essere versati in Italia”.

Nel caso invece di lavoratori provenienti dall’Ue o da Paesi con i quali esistono Accordi bilaterali stipulati in materia previdenziale, questi “sono soggetti alla stessa normativa dei corrispondenti lavoratori italiani dello spettacolo appartenenti alle categorie dal n. 1 al n. 14 di cui all’art. 3 del Dlcps. n. 708/47 e successive modifiche e integrazioni. Dovrà essere quindi richiesto il certificato di agibilità e vigendo il principio della territorialità della prestazione i contributi dovranno essere versati in Italia, salvo che tali lavoratori operino in regime di esenzione contributiva da certificare con l’apposito modello esonerativo dal quale risulti che la contribuzione dovuta per la prestazione resa in Italia sarà versata alla competente Istituzione previdenziale del Paese d’origine. I modelli esonerativi si trovano, di norma, allegati agli Accordi bilaterali. In caso contrario, dovrà essere esibita una certificazione che contenga le medesime informazioni”.

di Francesco Vegni

 


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