Crisi economica, riforma della P.A.: la relazione del Presidente della Corte dei conti all’inaugurazione dell’anno giudiziario

Crisi economica, riforma della P.A.: la relazione del Presidente della Corte dei conti all’inaugurazione dell’anno giudiziario

La crisi economica, la lotta alla corruzione e le riforme di razionalizzazione ed organizzazione della Pubblica Amministrazione: questi i punti toccati dal Presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2015, nell’aula delle Sezioni riunite della Corte dei conti di Roma. Nel discorso, fatto alla presenza del Presidente della Repubblica e delle maggiori cariche istituzionali, Squitieri ha tracciato un quadro dell’economia del paese, inserita in una tendenza generalizzata di rallentamento della crescita.

Secondo la Corte dei conti, che in questi giorni sta ultimando un rapporto dedicato alle prospettive dell’economia e della finanza pubblica, nella condizione attuale ci sono diverse esigenze nella gestione delle finanze pubbliche: “la necessità di contenimento del deficit, che deriva dalla presenza di un elevato debito pubblico, prima ancora che dalla necessità del rispetto delle regole europee; dall’altra, la funzione stabilizzatrice del bilancio, che, di fronte al protrarsi della recessione, richiede interventi di attento dosaggio delle manovre di entrata e di spesa”.

La crisi economica rende più fertile il terreno al malaffare e alla corruzione che producono effetti “devastanti” sulla creazione di condizioni favorevoli all’attività d’impresa e quindi alla crescita dell’economia. Al contrario, solo un contesto istituzionale segnato da legalità, buona e contenuta legislazione, Pubblica Amministrazione efficiente, può favorire l’imprenditorialità. “Ritengo, al riguardo, negativo il fenomeno – ha dichiarato il Presidente – diffuso, delle ripetute proroghe e rinnovi nell’importante settore dell’attività negoziale pubblica atteso che l’affidamento per periodi lunghi allo stesso soggetto di opere, servizi o forniture non sempre risulta corrispondere a canoni di efficienza, trasparenza ed economicità, anche generando, alterazioni del regime concorrenziale, sempre più, peraltro, tutelato dal diritto comunitario”.

Dopo aver ringraziato i Magistrati, che lavorano sotto organico, e il personale amministrativo, Squitieri ha parlato delle riforme della Pubblica Amministrazione. “La Corte auspica – ha commentato al riguardo – che, nell’ambizioso quanto necessario processo di cambiamento, vengano valorizzate le potenzialità derivanti dal suo ruolo magistratuale, dall’articolazione sul territorio, e, soprattutto, dall’unicità dell’esperienza in materia di tutela della finanza pubblica e degli equilibri di bilancio, ampiamente riconosciutale anche a livello internazionale. In un tale quadro, ritengo siano ormai maturi i tempi per giungere ad una definizione unitaria del danno alla finanza pubblica, anche nella sua dimensione europea. Al fine di assicurare la maggiore efficienza del servizio di tutela giurisdizionale contabile, sarebbe altresì auspicabile la ridefinizione, a fini deflattivi, delle tipologie di rito esperibili dinanzi alla Corte dei conti, quale quella del cosiddetto giudizio monitorio”.

Il programma di riforme rivolte alla razionalizzazione ed organizzazione della Pubblica Amministrazione ha richiesto anche alla Corte uno sforzo di adeguamento e di specializzazione delle proprie strutture. “In effetti – ha spiegato il magistrato –  il decentramento decisionale, conseguito alla riforma del titolo V della Costituzione, ha visto rafforzarsi il ruolo di controllo affidato alla Corte dei conti sulle autonomie locali. Un ruolo che, come costantemente confermato dalla Corte costituzionale, è diretto, ad assicurare il coordinamento della finanza pubblica, il rispetto degli equilibri finanziari e la corretta gestione delle risorse. In coerenza con l’autonomia, costituzionalmente riconosciuta agli enti locali, il controllo della Corte mira, in particolare, a perseguire una gestione amministrativa e contabile efficiente e trasparente, in un ampio quadro che vede anche regioni ed enti locali chiamati a concorrere agli obiettivi di finanza pubblica, al consolidamento dei conti ed al rispetto del principio del pareggio di bilancio”.

“Il presente ed il prossimo futuro – ha commentato il Presidente – sono, invece, rappresentati dalla capacità, per l’Istituto, di accompagnare gli Enti territoriali nella complessiva riforma in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio (decreti legislativi n. 118 del 2011 e n. 14612 del 2014); azione, peraltro, già avviata in concreto dalla Sezione delle autonomie (Delibera n. 1 del 5 febbraio 2015). Ciò in quanto l’armonizzazione dei bilanci pubblici, finalizzata a realizzare una base conoscitiva unitaria in materia contabile, per i soggetti inclusi, a vario titolo, nel concetto di amministrazione pubblica, si connette direttamente al principio del coordinamento della finanza pubblica, fondamentale per il rispetto delle regole di convergenza e di stabilità dei conti, richiesto sia dall’ordinamento nazionale, che da quello comunitario. Per la piena realizzazione della riforma e per la completa attuazione del principio del pareggio di bilancio (di cui al novellato art. 81 Cost. e alla legge n. 243/2012), presupposto indefettibile è che l’armonizzazione riguardi l’intero comparto pubblico, e, quindi, anche il bilancio dello Stato, condizione ineludibile per garantire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali (sotto i profili finanziario, economico e patrimoniale), ed un efficace coordinamento della finanza pubblica, nonché per rispondere, con sempre maggiore compiutezza, alle verifiche disposte in ambito europeo. Sul versante della finanza territoriale e locale, si è consolidata l’interlocuzione con gli organismi rappresentativi degli enti territoriali ed, in particolare, con la Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, collaborazioni che vanno stabilizzandosi nel tempo come ‘tavoli permanenti’”.

In conclusione, il Presidente della Magistratura contabile ha tracciato gli obiettivi da raggiungere: “rendere spedita e trasparente l’azione pubblica, vigilando sulla coerenza dei risultati con gli obiettivi proposti; intervenire sui comportamenti illeciti, fornendo risposte credibili alle attese dei cittadini, già fortemente provati dalle incertezze del difficile periodo che l’Italia e, più in generale, l’Europa sta attraversando”.


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