Danno erariale nella gestione della gara d’appalto:grave negligenza e violazione delle norme

Corte dei conti Sardegna, Sentenza n. 6 del 13 gennaio 2025Nel caso in esame, è stata segnalata alla Procura regionale della Corte dei conti la possibilità di un danno economico per l’Ente pubblico a seguito dell’annullamento dell’aggiudicazione di una gara d’appalto per servizi di supporto gestionale. Questo annullamento è stato deciso con una Sentenza del Tribunale amministrativo e successivamente confermato in appello.L’Organo giudicante, analizzando la vicenda, ritiene che il comportamento di coloro che hanno gestito la procedura sia stato caratterizzato da una grave negligenza per diversi motivi. In primo luogo, un Principio fondamentale del diritto stabilisce che “l’ignoranza della legge non scusa”. Pertanto, la violazione di una norma chiara e inequivocabile non può trovare giustificazione, salvo in casi eccezionali che, nella situazione specifica, non ricorrono.In secondo luogo, le azioni intraprese si sono discostate dai principi di diligenza, competenza e prudenza. È stata tentata una soluzione per correggere un’inadempienza evidente da parte di un concorrente attraverso una procedura irregolare, non prevista dalla normativa sugli appalti pubblici. Ciò ha portato a una fusione impropria delle valutazioni economiche e tecniche delle offerte, un errore evidenziato con fermezza nelle decisioni giurisdizionali. La scelta più corretta, immediata e conforme alla normativa, sarebbe stata l’esclusione della Società inadempiente.In terzo luogo, coloro che hanno gestito la gara erano Professionisti con esperienza e competenze specifiche nel Settore degli Appalti pubblici. Di conseguenza, avrebbero dovuto applicare senza esitazioni le regole che impongono l’esclusione delle offerte prive di elementi obbligatori, un Principio giuridico ben consolidato già al momento della procedura.Inoltre, avrebbero dovuto riconoscere immediatamente la necessità di assegnare l’appalto all’Operatore successivo in graduatoria, evitando valutazioni personali e scelte errate che hanno portato a un esito sfavorevole per l’Ente. L’errore è stato peraltro segnalato pubblicamente durante la procedura da un altro concorrente. In conclusione, il comportamento tenuto dimostra un livello di negligenza particolarmente grave, con una evidente mancanza di attenzione ai doveri professionali. Questo rientra nella categoria della “colpa grave”, ovvero l’incapacità di comprendere ciò che sarebbe stato evidente a chiunque avesse applicato correttamente le norme vigenti.

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