“Ddl. stabilità 2015”: atteso oggi il “via libera” definitivo in Senato

“Ddl. stabilità 2015”: atteso oggi il “via libera” definitivo in Senato

E’ attesa per oggi a Palazzo Madama l’approvazione definitiva del Disegno di legge per la Manovra finanziaria per il 2016

L’Aula è convocata, in seduta unica, questa mattina alle 9,30. L’attuale formulazione del testo è stata approvata dalla Camera nella notte tra sabato 19 e domenica 20 dicembre, senza voti di fiducia. I voti a favore sono stati 297, quelli contrari 93, 4 gli astenuti. La Manovra esce dal vaglio della Camera immutata nell’impianto ma arricchita di numerose disposizioni che ne hanno fatto salire il valore complessivo a oltre 30 miliardi di Euro.

La riduzione delle tasse che scatta il 1° gennaio –ha dichiarato il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, all’indomani dell’approvazione alla Camera del Ddl. – accrescerà il reddito e la fiducia delle famiglie e quindi i consumi, che quest’anno si sono finalmente ripresi. Gli sgravi fiscali sulle nuove assunzioni e gli incentivi fiscali, rafforzati al Sud, daranno un impulso alle imprese per sostenere i programmi di investimento, ampliare le attività, assumere personale e puntare sull’innovazione. Allo stesso tempo questa ‘Legge di stabilità’ presta grande attenzione ai cittadini in difficoltà. Vanno in questa direzione gli interventi sui ‘salvaguardati’, che potranno accedere anticipatamente alle pensione, e per le donne che potranno lasciare il lavoro con 35 anni di contributi. Per i pensionati a basso reddito è stato anticipato al 2016 l’innalzamento della ‘no tax area’, la soglia di reddito entro la quale non si paga l’Irpef. Il quadro e completato dagli interventi sociali e per la crescita, la nostra risposta alla minaccia globale del terrorismo. Una risposta sul piano della sicurezza materiale ma anche della cultura e del l’inclusione, con investimenti sulle periferie urbane e spese per rilanciare i consumi culturali. Tutti questi interventi sono coerenti con l’azione pluriennale di consolidamento dei conti pubblici, che vede, a partire dal 2016, il debito calare dopo otto anni di aumento e che rafforza la credibilità interna ed internazionale del Paese”.


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