Ddl. Stabilità: le novità in materia di armonizzazione introdotte nel testo approvato dalla Camera

Ddl. Stabilità: le novità in materia di armonizzazione introdotte nel testo approvato dalla Camera

Tra le numerose modifiche apportate al Disegno di legge della Manovra finanziaria per il 2015, approvato il 30 novembre 2014 dalla Camera, ci sono anche significative novità che hanno a che fare con il bilancio degli Enti Locali e più in particolare con la riforma della contabilità di cui al Dlgs. n. 118/11, che entrerà in vigore il prossimo 1º gennaio 2015.

Vediamo qui di seguito alcune delle novità in questione.

Art. 18 – Superamento della clausola di salvaguardia di cui all’art. 1, comma 430, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147

L’art. 18 del “Ddl. Stabilità 2015” dispone alcune modifiche all’art. 1, comma 430, della “Legge di Stabilità 2014”, secondo il quale, con Dpcm. da adottarsi entro il 15 gennaio 2016 (in luogo del 15 gennaio 2015), su proposta del Mef, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sono disposte variazioni delle aliquote di imposta e riduzioni della misura delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti tali da assicurare maggiori entrate pari 4.000 milioni di Euro (in luogo di 7.000 milioni di Euro) per l’anno 2016 e 7.000 milioni di Euro (in luogo di 10.000 milioni di Euro) a decorrere dal 2017.

La norma in parola prevedeva che il citato Decreto doveva essere adottato entro il 15 gennaio 2015 e disporre variazioni delle aliquote di imposta e riduzioni della misura delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti tali da assicurare per l’anno 2015 maggiori entrate per 4.000 milioni di Euro. Al contempo, la norma prevedeva che tali misure non sarebbero state adottate qualora, entro la data del 1° gennaio 2015, non fossero stati approvati provvedimenti normativi atti ad assicurare il conseguimento di maggiori entrate, ovvero di risparmi di spesa.

Allo stesso modo, la medesima norma statuisce che, se tali provvedimenti normativi finalizzati ad assicurare maggiori entrate o minori spese sufficienti a consentire le variazioni delle aliquote d’imposta di cui al comma 430, dell’art. 1, della Legge n. 147/13, non saranno adottati entro il 1° gennaio 2016 (e non più 2015), le misure predette non saranno adottate, ovvero saranno adottate per importi inferiori.

Art. 38 – Norme varie in materia di Enti territoriali

Il comma 1 modifica l’art. 3, comma 7, del Dlgs. n. 118/11 relativo al riaccertamento straordinario dei residui e in particolare alla cancellazione dei residui attivi e passivi cui non corrispondono obbligazioni giuridicamente perfezionate. La norma modifica la lett. a) del comma 3 citato, secondo la quale “non sono cancellati i residui delle Regioni derivanti dal perimetro sanitario cui si applica il Titolo II, quelli relativi alla politica regionale unitaria – cooperazione territoriale, e i residui passivi finanziati da debito autorizzato e non contratto”.

Alla luce delle modifica di cui all’art. 38, comma 1, del Ddl. in commento, sono soppresse dalla citata lett. a) i riferimenti ai residui relativi alla politica regionale unitaria-cooperazione territoriale, e pertanto, dal 2015, in sede di riaccertamento straordinario, tali residui potranno essere cancellati.

Il comma 2, introduce il nuovo comma 4-bis, al richiamato art. 3, del Dlgs. n. 118/11, con il quale si dispone che le Regioni che hanno partecipato alla sperimentazione, nell’ambito del riaccertamento ordinario effettuato nel 2015 ai fini del rendiconto 2014, potranno provvedere al riaccertamento dei residui attivi e passivi relativi alla politica regionale unitaria – cooperazione territoriale non effettuato in occasione del riaccertamento straordinario operato al primo anno di sperimentazione.

Al comma 3 è modificato l’art. 3, comma 17, del Dlgs. n. 118/11, disponendo che, nelle more dell’approvazione dell’atteso Dpcm., di cui all’art. 3, comma 15, con il quale saranno definiti modalità e tempi di copertura dell’eventuale maggiore disavanzo al 1° gennaio 2015 rispetto al risultato di amministrazione accertato al 31 dicembre 2014, derivante dalla rideterminazione del risultato di amministrazione conseguente al riaccertamento straordinario dei residui, gli Enti che hanno partecipato alla sperimentazione potranno dare copertura all’eventuale disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario dei residui operato al primo anno di sperimentazione fino al 2022 (per gli Enti che hanno operato il riaccertamento straordinario dei residui nel 2012) e fino al 2023 (per gli Enti che hanno operato il riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2014). Nella formulazione ancora vigente, la norma prevede la possibilità di coprire il disavanzo generato dal riaccertamento straordinario dei residui entro il 2017.

Il comma 4 modifica l’art. 151 del Tuel, portando il termine ivi previsto per l’approvazione del bilancio consolidato dal 31 luglio al 30 settembre di ciascun anno, coerentemente a quanto previsto nei principi contabili generali applicati allegati al Dlgs. n. 118/11. È appena il caso di sottolineare che tale disposizione risolverebbe definitivamente l’equivoco normativo legato all’incoerenza del temine di approvazione del bilancio consolidato previsto nel Tuel rispetto a quello previsto nei richiamati principi.

Il comma 5 statuisce che, a decorrere dal 2015, le riserve erariali di cui all’art. 1, comma 508, della “Legge di Stabilità 2014” (riserve erariali sulle maggiori entrate riscosse sui territori delle Regioni a statuto speciale e alle Province Autonome derivanti dall’applicazione delle norme di cui al Dl. n. 138/11), afferenti al territorio della Regione Sardegna, saranno destinate alla riduzione del debito regionale e degli Enti Locali sardi.

I commi da 6 a 9 modificano la Legge n. 392/41, inerente il trasferimento ai Comuni delle spese del servizio degli Uffici giudiziari. In particolare è disposto, a decorrere dal 2015, il ri-trasferimento delle spese per gli Uffici giudiziari, oggi imputate ai Comuni di riferimento, alla competenza del Ministero della Giustizia. Inoltre, con Dm. Giustizia, di concerto con il Mef, sarà determinato, per ciascun Ufficio giudiziario, l’importo complessivo delle spese di competenza. I relativi importi saranno determinati sulla base dei costi standard per categorie omogenee di beni e servizi, in rapporto al bacino di utenza e all’indice delle sopravvenienze di ciascun Ufficio giudiziario. La metodologia di quantificazione dei costi standard sarà definita con Dm. Giustizia, di concerto con il Mef.

Il comma 10 prevede che, con Regolamento da adottare ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis, della Legge 23 agosto 1988, n. 400, saranno individuate le dotazioni organiche del Ministero della Giustizia, le necessarie misure organizzative a livello centrale e periferico per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 6 a 9. Il personale delle Province eventualmente in esubero a seguito del riordino di cui alla Legge n. 56/14, sarà prioritariamente assegnato al Ministero della Giustizia per lo svolgimento dei compiti correlati.

Il comma 11 attribuisce al Comune di Roma, a decorrere dal 2015, un contributo annuo di Euro 110 milioni, quale concorso dello Stato agli oneri che lo stesso Comune sostiene in qualità di Capitale della Repubblica.

Il comma 12, alla luce degli eventi internazionali connessi al Semestre europeo di Presidenza italiana del Consiglio dell’Ue, nonché alla realizzazione e allo svolgimento dell’Expo 2015, nell’ambito delle risorse di bilancio del Comune, dispone l’inapplicabilità, per l’anno 2015, al Comune di Milano, dei vincoli e dei limiti alla spesa di personale di cui all’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10, con riguardo alle sole spese di personale assunto con forme di contratto a tempo determinato che sono strettamente necessarie alla realizzazione dell’Esposizione universale. La norma autorizza altresì la corresponsione al personale non dirigenziale, compresi i titolari di posizione organizzativa, direttamente impiegato nelle attività di Expo, fino al 31 dicembre 2015, nel limite massimo complessivo di 45 ore pro capite mensili, di compensi per prestazioni di lavoro straordinario effettivamente rese, oltre i limiti previsti dal Ccnl. Comparto Regioni e Autonomie locali 1° aprile 1999. Tali spese non concorreranno alla definizione del calcolo del rispetto dei limiti della spesa di personale di cui all’art. 1, comma 557, della Legge n. 296/06, e delle risorse destinate al trattamento accessorio ai sensi dell’art. 9, comma 2-bis, del Dl. n. 78/10.

Il comma 13 modifica l’art. 46-ter, comma 2, del Dl. n. 69/13, estendendo al 31 dicembre 2016 la possibile durata dei contratti a tempo determinato relativi alle nuove assunzioni che le Società“in house” degli Enti Locali soci di Expo 2015 Spa., nonché gli Enti Locali e regionali potranno effettuare anche in deroga agli specifici vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di personale.

Art. 46 – Fondi speciali e Tabelle

La norma introduce alcune disposizioni atte a definire, con riguardo alle Amministrazioni centrali, le modalità di determinazione degli importi da iscrivere per il triennio 2015-2017, per il Fondo speciale destinato alle spese correnti e per il Fondo speciale destinato alle spese in conto capitale, di cui all’art. 11, comma 3, della Legge n. 196/09.1.


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