“Decreto Cultura”: varata la norma per il rilancio del Turismo e la tutela del patrimonio artistico-culturale, con i bonus per i mecenati

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 125 del 31 maggio 2014 il Dl. 31 maggio 2014, n. 83, recante “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”.
Composta da 18 articoli, raggruppati in 4 Titoli, la norma è entrata in vigore il 1º giugno 2014, apportando novità trasversali nel Settore del Turismo e nella gestione dei beni culturali e mettendo sul tavolo risorse per circa mezzo miliardo di Euro.
Tra le novità più rilevanti introdotte dal Dl. n. 83/14 segnaliamo:
il cosiddetto “Art-Bonus”, ovvero la possibilità, per chi investe nella manutenzione o nel restauro di beni culturali pubblici, di fruire di un credito d’imposta fino al 65%;
misure finalizzate all’accelerazione degli interventi previsti dal “Grande progetto Pompei”;
norme volte a tutelare e valorizzare la Reggia di Caserta;
lo sblocco di risorse per sostenere le Fondazioni liriche e il Settore cinematografico (dove il tax credit passa da 5 a 10 milioni di Euro);
l’introduzione di un credito d’imposta del 30% delle spese sostenute per ristrutturare e riqualificare strutture ricettive e per la digitalizzazione degli esercizi ricettivi;
lo stanziamento di 3 milioni di Euro per l’occupazione temporanea giovanile nei luoghi della cultura e il rifinanziamento del Fondo “Mille giovani per la cultura” di cui all’art. 2, comma 5-bis, del Dl. n. 76/13, convertito con modificazioni dalla Legge n. 99/13 (c.d. “Decreto Fiscale”);
la radicale riforma dell’Enit, Agenzia nazionale per il Turismo, e la liquidazione di “Promuovi Italia Spa”.
Passiamo ora all’analisi delle disposizioni reputate di maggiore interesse per gli Enti Locali.
Titolo I – “Misure urgenti per la tutela del patrimonio culturale della nazione e per lo sviluppo della cultura”
Art. 1 – “Art-Bonus” – Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura
L’art. 1 prevede forti incentivi fiscali per chi fa “mecenatismo culturale”. Al fine di attrarre investimenti dal Settore privato, la norma stabilisce infatti che, “per le erogazioni liberali in denaro effettuate nei 3 periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2013, per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti delle Fondazioni lirico-sinfoniche o di Enti o Istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, non si applicano le disposizioni di cui agli artt. 15, comma 1, lett. h) e i), e 100, comma 2, lett. f) e g), del Testo unico delle Imposte sui redditi, approvato con Dpr. 22 dicembre 1986, n. 917”.
Il credito d’imposta che spetta a tali soggetti è stato fissato nella misura del:
a) 65% per le erogazioni effettuate nel 2014 e 2015;
b) 50% per quelle effettuate nel 2016.
Tale credito, ripartito in 3 quote annuali di pari importo, va ammortizzato in 3 anni, nel limite del 5 per mille del fatturato delle imprese o del 15% dell’imponibile dei privati.
Ai sensi del comma 3, questo non rileva ai fini delle Imposte sui redditi e dell’Irap.
Con il comma 5 viene inoltre stabilito che i soggetti beneficiari delle erogazioni comunichino ogni anno al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo la somma delle donazioni ricevute e che pubblichino l’ammontare delle erogazioni e la loro destinazione anche sui propri siti web istituzionali.
Art. 4 – Disposizioni urgenti per la tutela del decoro dei siti culturali
Con l’art. 4 si concede ai Comuni e agli Uffici territoriali del Ministero dei Beni e delle Attività culturali la libertà di riesaminare ed eventualmente revocare le autorizzazioni e le concessioni di suolo pubblico agli ambulanti che, ad esempio, siano collocati nelle immediate vicinanze di un monumento di spicco o di un luogo particolarmente degno di nota dal punto di vista culturale e del quale rischiano di “compromettere” il decoro.
La disposizione interviene sull’art. 52 del “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio” (Dlgs. n. 42/04), aggiungendo il comma 1-ter. I citati procedimenti di riesame, di cui all’art. 21-quinquies della Legge n. 241/90, delle autorizzazioni e delle concessioni di suolo pubblico, possono avvenire anche in deroga a eventuali disposizioni regionali adottate in base all’art. 28, commi 12, 13 e 14, del Dlgs. n. 114/98, nonché in deroga ai criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per l’esercizio del commercio su aree pubbliche e alle disposizioni transitorie stabilite nell’intesa in sede di Conferenza unificata.
“In caso di revoca del titolo, ove non risulti possibile il trasferimento dell’attività commerciale in una collocazione alternativa equivalente in termini di potenziale remuneratività, al titolare è corrisposto da parte dell’Amministrazione procedente l’indennizzo di cui all’art. 21-quinquies, comma 1, secondo periodo, della Legge 7 agosto 1990, n. 241, nel limite massimo di un dodicesimo del canone annuo dovuto”.
Art. 7 – Piano strategico “Grandi Progetti Beni culturali” e altre misure urgenti per i beni e le attività culturali
La norma prevede che il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo adotti ogni anno entro il 31 dicembre il Piano strategico “Grandi Progetti Beni culturali”, che individui i beni o i siti di eccezionale interesse culturale e di rilevanza nazionale per i quali sia necessario e urgente realizzare interventi organici di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale.
Si segnala poi che, ai sensi del comma 2 dell’art. 7 in commento, sono messi a disposizione degli Enti Locali risorse pari a 3 milioni di Euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 per finanziare progetti culturali elaborati nelle periferie urbane.
Art. 8 – Misure urgenti per favorire l’occupazione giovanile presso gli istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica
Nel tentativo di promuovere l’occupazione giovanile nell’ambito degli istituti e dei luoghi della cultura, l’art. 8 dispone che lo Stato, le Regioni e gli altri Enti Locali istituiscano degli Elenchi composti da ragazzi che non superino i 29 anni di età e che siano laureati in storia dell’arte o in altre discipline affini, affinché vengano assunti con “contratti di lavoro flessibile, anche in deroga alle disposizioni del comma 28 dell’art. 9 del Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, per fare fronte a esigenze temporanee di rafforzamento dei servizi di accoglienza e di assistenza al pubblico, al fine del miglioramento del Servizio pubblico di valorizzazione del bene culturale in gestione”.
I criteri e le modalità di accesso a tali Elenchi saranno definiti attraverso un Dpcm. da emanarsi entro 3 mesi dall’entrata in vigore della Legge di conversione del Dl. n. 83/14 in commento.
Con il comma 2 si prevede poi che un obiettivo analogo possa essere perseguito anche attraverso la predisposizione di progetti ad hoc nell’ambito del Servizio nazionale civile – Settore patrimonio artistico e culturale.
Titolo II – “Misure urgenti a supporto dell’accessibilità del Settore culturale e turistico”
Art. 11 – Norme urgenti in materia di mobilità, accoglienza e guide turistiche
Di notevole interesse risulta essere anche una delle disposizioni introdotta dall’art. 11. Il comma 3 prevede infatti che le case cantoniere, i caselli, le stazioni ferroviarie o marittime, le fortificazioni e i fari (e altri immobili pubblici non utilizzati o utilizzabili a scopi istituzionali) possano essere concessi in uso gratuito a Imprese, Cooperative e Associazioni, costituite in prevalenza da giovani fino a 35 anni, con oneri di manutenzione straordinaria a carico del Concessionario. Il termine di durata della concessione non può essere superiore a 7 anni, salvo rinnovo.
Titolo III – “Misure urgenti per l’amministrazione del patrimonio culturale e del Turismo”
Art. 15 – Misure urgenti per il personale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo
Si segnala infine un’opportunità offerta ai dipendenti delle Amministrazioni pubbliche (ivi compresi gli Enti Locali). Ai sensi dell’art. 15, il personale non dirigenziale in servizio presso P.A. che presentano situazioni di soprannumerarietà rispetto alla dotazione organica o di eccedenza per ragioni funzionali, possono fare domanda per accedere – previa selezione – alla procedura di mobilità promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. “Tali procedure possono interessare in particolare profili con competenze tecniche specifiche in materia di beni culturali e paesaggistici. Il passaggio avviene previa selezione secondo criteri e nel rispetto dei limiti numerici e finanziari individuati con Decreto del Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, con conferma della situazione di soprannumerarietà e di eccedenza da parte dell’Amministrazione di provenienza”.

di Veronica Potenza


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