Decreto “Cura Italia”: pubblicata in G.U. la Legge n. 27/2020 di conversione del Dl. n. 18/2020 – Le novità fiscali

Decreto “Cura Italia”: pubblicata in G.U. la Legge n. 27/2020 di conversione del Dl. n. 18/2020 – Le novità fiscali

E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 110 del 29 aprile 2020, S.O. n. 16, la Legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del Dl. 17 marzo 2020, n. 18, rubricato “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”, (c.d. Decreto “Cura Italia”).

Sono numerose le modifiche apportate rispetto al testo del Decreto-legge che, ad oggi, è uno dei più significativi strumenti adottati dall’Esecutivo per tentare di contenere l’impatto dirompente che la crisi sanitaria in atto sta avendo su cittadini, imprese e istituzioni.

Le novità, numerose e trasversali, impattano in maniera molto significativa anche sul mondo degli Enti Locali. Si pensi alla proroga del termine di approvazione del bilancio di previsione 2020-2022 e di quello relativo al rendiconto della gestione 2019, ma anche alle disposizioni in materia di utilizzo dell’avanzo di amministrazione, variazioni di bilancio, riscossione, calcolo del “Fondo crediti di dubbia esigibilità”, “Trasporto pubblico locale” o immigrazione.

Esaminiamo di seguito le principali disposizioni che impattano, in maniera più o meno diretta, sul mondo delle Amministrazioni e delle Società pubbliche, così come modificati in sede di conversione.

 Art. 35 (Disposizioni in materia di “Terzo Settore”)

Tale norma proroga dal 30 giugno al 31 ottobre 2020:

  • il termine per gli “Enti del Terzo Settore” per l’adeguamento dei loro Statuti (art. 10, comma 2, Dlgs. n. 117/2017);
  • il termine per le Imprese sociali per adeguarsi alle disposizioni del Dlgs. n. 112/2017, in base all’art. 17, comma 3, di tale norma;
  • il termine entro cui le Onlus, le Organizzazioni di volontariato iscritte nei Registri regionali e delle Province autonome e le Associazioni di promozione sociale iscritte nei Registri nazionale, regionali e delle Province autonome, possono approvare i bilanci, laddove per tali Enti la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricada all’interno del periodo emergenziale, come stabilito dalla Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020.

La Legge di conversione ha previsto che tale disposizione si applica anche agli Enti disciplinati dai Capi II e III del Titolo II del Libro I del Codice civile, nonché agli Enti di cui all’art. 73, comma 1, lett. c), del Tuir.

La Legge di conversione ha altresì stabilito che le suddette Organizzazioni e Associazioni sono autorizzate a svolgere le attività correlate ai fondi del 5 per mille per l’anno 2017 entro la data del 31 ottobre 2020 e sono altresì prorogati a tale data i termini di rendicontazione di eventuali progetti assegnati sulla base di leggi nazionali e regionali.

Sempre la Legge di conversione ha previsto, per il solo anno 2020, il termine di 18 mesi per redigere il rendiconto sulle somme percepite a titolo di contributo in base all’art. 8, comma 1, del Dlgs. n. 111/2017.

Art. 60 (Rimessione in termini per i versamenti)

La norma dell’art. 60 proroga a venerdì 20 marzo 2020 tutti i versamenti nei confronti delle P.A., inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza lo scorso lunedì 16 marzo 2020. Tale minima proroga, di soli 4 giorni rispetto alla scadenza originaria, riguarda soltanto i soggetti con ricavi superiori ad Euro 2 milioni, mentre per particolari categorie di soggetti o per chi ha ricavi inferiori a tale soglia, valgono i diversi termini contenuti, rispettivamente, negli artt. 61 e 62 di seguito commentati.

Ricordiamo che tale norma deve essere coordinata con i contenuti dell’art. 21 del Dl. n. 23/2020 ed anche con le disposizioni contenute nell’art. 18 di tale Decreto.

Art. 61 (Sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria)

La Legge di conversione ha riscritto completamente l’art. 61, il quale ora sospende:

– i termini dei versamenti delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973 (ritenute di lavoro dipendente e assimilato), dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, a carico dei sostituti d’imposta, in scadenza dal 2 marzo al 30 aprile 2020;

– i versamenti dell’Iva in scadenza nel mese di marzo,

I soggetti interessati da tale norma soggetti sono i seguenti:

a)Imprese turistico-ricettive, Agenzie di viaggio e turismo e Tour operator;

b)Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva, Associazioni e Società sportive professionistiche e dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono Stadi, Impianti sportivi, Palestre, club e Strutture per danza, fitness e culturismo, Centri sportivi, Piscine e Centri natatori;

c)soggetti che gestiscono Teatri, Sale da concerto, Sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, nonché Discoteche, Sale da ballo, nightclub, Sale da gioco e biliardi;

d)soggetti che gestiscono Ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse, ivi compresa la gestione di macchine e apparecchi correlati;

e)soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso;

f) soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub;

g)soggetti che gestiscono Musei, Biblioteche, Archivi, luoghi e monumenti storici, nonché Orti botanici, Giardini zoologici e Riserve naturali;

h)soggetti che gestiscono Asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi e scuole per l’infanzia, servizi didattici di primo e secondo grado, corsi di formazione professionale, scuole di vela, di navigazione e di volo, che rilasciano brevetti o patenti commerciali, Scuole di guida professionale per autisti;

i)soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non Residenziale per anziani e disabili;

l)Aziende termali di cui alla Legge 323/2000, e Centri per il benessere fisico;

m)soggetti che gestiscono parchi di divertimento o parchi tematici;

n)soggetti che gestiscono stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime o aeroportuali;

o)soggetti che gestiscono servizi di trasporto merci e trasporto passeggeri terrestre, aereo, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare, ivi compresa la gestione di funicolari, funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift;

p)soggetti che gestiscono servizi di noleggio di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare;

q) soggetti che gestiscono servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative ovvero di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli;

r)soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica;

s)esercenti di Librerie che non risultano ricomprese in Gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite;

t)Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, Organizzazioni di volontariato e Associazioni di promozione sociale che esercitano, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale previste dall’art. 5, comma 1, del “Codice del Terzo Settore” (Dlgs. n. 117/2017).

Per le Imprese turistico-ricettive, le Agenzie di viaggio e turismo e i Tour operator che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei comuni individuati nell’allegato 1 al Dpcm. 1° marzo 2020, restano ferme le disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, del Decreto Mef 24 febbraio 2020.

Per tutti i soggetti sopra indicati, i versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Nei medesimi termini sono effettuati, anche mediante il sostituto d’imposta, i versamenti delle ritenute non operate ai sensi dell’art. 1, comma 3, del Decreto Mef 24 febbraio 2020.

Non viene rimborsato quanto eventualmente già versato.

Le Federazioni sportive nazionali, gli Enti di promozione sportiva, le Associazioni e le Società sportive professionistiche e dilettantistiche, di cui al comma 2, lett. b), applicano la sospensione di cui al comma 1 fino al 31 maggio 2020. I versamenti sospesi ai sensi del periodo precedente sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Riguardo agli Enti Locali, tale norma deve essere coordinata con le Risoluzioni Entrate nn. 12/E e 14/E del 2020 e con i chiarimenti forniti ai Par. 1.3 e 1.18 della Circolare Entrate n. 8/E del 2020.

In particolare:

  • come chiarito nelle Risoluzioni Entrate n. 12/E e n. 14/E del 2020, i codici Ateco riferibili alle sopra citate attività economiche sono meramente indicativi, importante è che la propria attività sia riconducibile nella sostanza a una delle categorie economiche indicate. Al riguardo, in sede di commento dell’art. 61 del Dl. n. 18/2020, avevamo sottolineato che gli Enti Locali operano sotto il generico Codice Ateco 84.11.10, per cui si era ritenuto che per il versamento delle ritenute, dei contributi e dell’Iva, per essi valessero le regole dettate dagli artt. 60 e 62, da considerare a seconda del loro volume d’affari ai fini Iva. Tutto questo sebbene nella Risposta di cui al Par. 1.18 della Circolare n. 8/E citata l’Agenzia abbia sostenuto, con riferimento alle ritenute Irpef, che anche gli Enti Locali rientrino nell’art. 61, laddove svolgano servizi rientranti in tale disposizione;
  • l’Agenzia, nel citato Par. 1.18, ha chiarito infatti che la sospensione del versamento delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali ed assistenziali si applica anche alle Amministrazioni locali, le quali non devono versare ritenute Irpef e contributi sociali per i lavoratori dipendenti impiegati nelle attività richiamate dal comma 2 dell’art. 61 (per esempio: musei, biblioteche, asili nido, scuole, ecc.).

Preso atto di tale chiarimento, come già a avuto modo di rilevare in sede di commento alla richiamata Circolare, ad avviso di chi scrive tale sospensione appare scarsamente applicabile agli Enti Locali, visto che la maggior parte dei dipendenti di tali Enti non è impiegato in dette attività o lo è solo promiscuamente e marginalmente.

Art. 61-bis (Disposizioni riguardanti i termini relativi alla Dichiarazione dei redditi precompilata 2020)

Tale norma, confermando che le disposizioni di cui all’art. 16-bis del Dl. n. 124/2019, convertito con modificazioni dalla Legge n. 157/2019 (“Ampliamento delle categorie di contribuenti che possono utilizzare il Modello 730 e riordino dei termini dell’assistenza fiscale”) acquistano efficacia dal 1° gennaio 2020, stabilisce che quelle riferite al comma 2, lett. c) (norma in base al quale l’Agenzia delle Entrate, esclusivamente nell’area autenticata del proprio sito internet, rende disponibili agli interessati i dati delle certificazioni) acquistano efficacia dall’anno 2021.

Per l’anno 2020, il termine del 30 aprile, entro cui viene resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate la dichiarazione dei redditi precompilata di cui all’art. 1, è prorogato al 5 maggio.

Art. 62 (Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi)

In merito a tale norma, la Legge di conversione ha previsto esclusivamente che “restano ferme le disposizioni di cui all’art. 61-bis riguardanti i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata” ed ha inserito tra i Comuni soggetti a disposizioni specifiche anche quelli che ricadono nella Provincia di Brescia.

Ricordiamo che tale norma deve essere coordinata necessariamente con i contenuti dell’art. 18 del Dl. n. 23/2020, riferito alla proroga dei versamenti ricadenti nei mesi di aprile e maggio, cui si rinvia.

L’art. 62 prevede per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia la sospensione degli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia, con ricavi o compensi non superiori ad Euro 2 milioni nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto in commento, sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020:

a) relativi alle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973 (ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, non su redditi di lavoro di lavoro autonomo) e alle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;

b) relativi all’Iva;

c) relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

La sospensione dei versamenti Iva si applica, a prescindere dal volume dei ricavi o compensi percepiti, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza.

Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei Comuni individuati nell’allegato 1 al Dpcm. 1° marzo 2020, restano ferme le disposizioni di cui all’art. 1 del Decreto Mef 24 febbraio 2020.

Tutti i versamenti sospesi di cui sopra sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020 (mentre per i medesimi versamenti in scadenza il 16 di aprile, salvo nuove future proroghe resta al momento valida tale ultima data).

Non viene rimborsato quanto già eventualmente versato.

Gli adempimenti sospesi sono invece effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni (di interesse per gli Enti Locali segnaliamo in particolare la Dichiarazione Iva annuale, in scadenza il 30 aprile 2020, nonché la Comunicazione Iva riferita al I trimestre 2020, in scadenza il 31 maggio 2020, entrambe da intendersi prorogate al 30 giugno 2020).

Ricordiamo infine che il comma 7 di tale norma, riferito alle ritenute sui prestatori di lavoro autonomo, è stato abrogato dall’art. 19, comma 2, del Dl. n. 23/2020. Tale ultima disposizione ha previsto che per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a Euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data del 17 marzo 2020, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto di cui agli art. 25 e 25-bis del Dpr. n. 600/73 (ritenute su redditi di lavoro autonomo e provvigioni), da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

I contribuenti, che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Art. 66 (Incentivi fiscali per erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19)

Tale norma dell’art. 66 prevede che per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli Enti non commerciali, in favore dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali territoriali, di Enti o Istituzioni pubbliche, di Fondazioni e Associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti (quest’ultima categoria è stata introdotta in sede di conversione in Legge del Decreto), finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, spetta una detrazione dall’Imposta lorda ai fini dell’Imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a Euro 30.000.

Per le erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa, si applica l’art. 27 della Legge n. 133/1999 (norma riferita alle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari, per il tramite di fondazioni, associazioni, comitati ed enti. Tali erogazioni sono deducibili dal reddito d’impresa e non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio di impresa). Ai fini Irap, tali erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate.

Per la valorizzazione delle erogazioni in natura di cui sopra, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 3 e 4 del Dm. Lavoro e Politiche sociali 28 novembre 2019, riferito alle erogazioni liberali in natura a favore degli “Enti del Terzo Settore”.

Art. 95 (Sospensione versamenti canoni per il Settore sportivo)

La disposizione dell’art. 95 statuisce, per le Federazioni sportive nazionali, gli Enti di promozione sportiva, le Società e Associazioni sportive, professionistiche e dilettantistiche, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione, dalla data di entrata in vigore del Dl. n. 18/2020 in commento e fino al 31 maggio 2020, dei termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli Enti territoriali (es. i canoni di concessione che gli Enti Locali incassano dai gestori degli Impianti sportivi).

I versamenti dei predetti canoni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.


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