“Decreto Semplificazione”: le novità in tema di debiti P.A., appalti e digitalizzazione

“Decreto Semplificazione”: le novità in tema di debiti P.A., appalti e digitalizzazione

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 290 del 15 dicembre 2018, il Dl. n. 135 del 14 dicembre 2018, rubricato “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la Pubblica Amministrazione” (c.d. “Decreto Semplificazione”).

Gli interventi di semplificazione introdotti dalla norma spaziano dalla sanità all’ambiente, dall’agricoltura alla giustizia dall’istruzione alla tutela dei creditori della Pubblica Amministrazione.

Vediamo qui di seguito le novità di maggiore rilievo per il Comparto Enti Locali.

Art. 1 – Sostegno alle piccole e medie imprese creditrici delle Pubbliche Amministrazioni

L’art. 1 istituisce, nell’ambito del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” di cui alla Legge n. 662/96, una Sezione speciale – con una dotazione finanziaria di Euro 50 milioni – dedicata a interventi di garanzia in favore delle piccole e medie imprese titolari di crediti certificati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni che sono in difficoltà nella restituzione delle rate di finanziamenti già contratti con Banche o Intermediari finanziari iscritti all’Albo di cui all’art. 106 del Dlgs. n. 385/1993.

La garanzia della Sezione speciale copre, nella misura massima dell’80%, il minore tra l’importo del finanziamento non rimborsato dalla Pmi e l’ammontare dei crediti certificati vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

L’importo massimo garantito è di Euro 2,5 milioni e la garanzia è subordinata alla redazione di un Piano di rientro del finanziamento della durata massima 20 anni, sottoscritto da P.A. e Banca/Intermediario finanziario.

La garanzia è concessa a fronte del versamento alla stessa Sezione, da parte della Banca o dell’Intermediario, di un premio in linea con i valori di mercato e che può essere posto a carico della Pmi beneficiaria in misura non superiore ad un quarto del suo importo.

La garanzia cessa con l’avvenuto pagamento da parte della P.A. dei crediti certificati, può essere escussa ove l’Impresa non dia attuazione agli impegni assunti in relazione al Pianto di rientro e, in ogni caso, comporta un rimborso non superiore all’80% della perdita registrata dalla Banca o dall’Intermediario.

Termini, condizione e modalità applicative della disposizione in commento saranno fissati con Decreto interministeriale Mise-Mef.

Art. 3 – Misure di semplificazione in materia di imprese e lavoro

L’art. 3 abroga l’obbligo della modalità telematica per la tenuta del Libro unico del lavoro di cui all’art. 15 del Dlgs. n. 15/2015.

Art. 4 – Modifiche al Codice di procedura civile in materia di esecuzione forzata nei confronti dei soggetti creditori della Pubblica Amministrazione

L’art. 4, comma 1, novella la disciplina della conversione del pignoramento dettata dall’art. 495 del Codice di procedura civile, disponendo che la somma che il debitore che intenda avvalersene deve depositare in cancelleria, sia pari ad un sesto (anziché un quinto) dell’importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori successivamente intervenuti.

La somma determinata dal Giudice con Ordinanza per sostituire il bene pignorato può ora essere versata in 48 rate, contro le precedenti 36.

Inoltre i debitori possono beneficiare della conversione del pignoramento anche quando ritardano il pagamento di una rata, fino a un termine massimo di 30 giorni (contro gli attuali 15), decorsi i quali, le somme versate fino a quel momento saranno assoggettate a pignoramento e il debitore decadrà dalla facoltà di richiedere nuovamente la conversione.

Il comma 2 interviene sulla disciplina dell’espropriazione immobiliare disciplinata dall’art. 560 del Cpc. e stabilisce che, ove i debitori assoggettati ad espropriazione immobiliare siano titolari di crediti nei confronti di P.A. il cui ammontare complessivo sia pari o superiore all’importo dei crediti vantati dal creditore procedente e dai creditori intervenuti nell’espropriazione, il Giudice possa ordinare la liberazione dell’immobile solo dopo aver emesso il Decreto di trasferimento del bene espropriato all’aggiudicatario. Ciò a condizione che il debitore esecutato documenti i crediti vantati nei confronti della P.A. nell’udienza fissata per autorizzare la vendita dell’immobile e che tali crediti risultino dalla Piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni.

Il comma 3 novella l’art. 569 del Cpc., aggiungendo il seguente periodo: “salvo quanto disposto dagli artt. 565 e 566, non oltre 30 giorni prima dell’udienza, il creditore pignorante e i creditori già intervenuti ai sensi dell’art. 499 depositano un atto, sottoscritto personalmente dal creditore e previamente notificato al debitore esecutato, nel quale è indicato l’ammontare del residuo credito per cui si procede, comprensivo degli interessi maturati, del criterio di calcolo di quelli in corso di maturazione e delle spese sostenute fino all’udienza. In difetto, agli effetti della liquidazione della somma di cui al primo comma dell’art. 495, il credito resta definitivamente fissato nell’importo indicato nell’atto di precetto o di intervento, maggiorato dei soli interessi al tasso legale e delle spese successive”.

Le disposizioni introdotte dall’art. 4 in commento non si applicano alle esecuzioni iniziate prima della data di entrata in vigore della Legge n. 136/2018 di conversione del presente Decreto.

Art. 5 – Norme in materia di semplificazione e accelerazione delle procedure negli appalti pubblici sotto soglia comunitaria

Viene sostituita la lett. c) del comma 5 dell’art. 80 del Dlgs. n. 50/16 (“Codice dei Contratti pubblici”). In base alla novella normativa, la stazione appaltante esclude dalla partecipazione alla procedura d’appalto un operatore economico qualora dimostri “con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità”.

Vengono inoltre aggiunte le lett. c-bis) e c-ter) al comma 5 indicato, in base alle quali l’esclusione dalla gara deve essere disposta anche qualora l’operatore economico:

  • abbia tentato di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate a fini di proprio vantaggio oppure abbia fornito, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione, ovvero abbia omesso le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione”;
  • abbia dimostrato significative o persistenti carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione per inadempimento ovvero la condanna al risarcimento del danno o altre sanzioni comparabili; su tali circostanze la stazione appaltante motiva anche con riferimento al tempo trascorso dalla violazione e alla gravità della stessa”.

Le modifiche sopra indicate si applicano alle procedure i cui bandi o avvisi, con i quali si indicono le gare, sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del Decreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte.

Art. 6 – Disposizioni in merito alla tracciabilità dei dati ambientali inerenti rifiuti

L’art. 6 sopprime, a partire dal prossimo 1° gennaio 2019, il “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” (“Sistri”) di cui all’art. 188-ter del Dlgs. n. 152/2006, il cui completo avvio è slittato ripetutamente nel tempo a colpi di proroghe o sanatorie affinché non scattassero le sanzioni.

La norma in commento ha abrogato l’intero impianto del Sistema e ha stabilito che, nelle more della definizione e messa a regime di un nuovo Sistema di tracciabilità organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente, i soggetti di cui agli artt. 188-bis e 188-ter del Dlgs. n. 152/2006, garantiranno la tracciabilità dei rifiuti mediante l’applicazione dei meccanismi di tracciabilità tradizionali: registri di carico e scarico, formulari di trasporto e Mud.

Art. 8 – Piattaforme digitali

L’art. 8 trasferisce dall’Agid alla Presidenza del Consiglio dei Ministri i compiti relativi alla Piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le Pubbliche Amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento.

Ricordiamo che la Piattaforma è dedicata all’effettuazione di pagamenti con modalità informatiche che devono essere obbligatoriamente accettati dalle Pubbliche Amministrazioni, dai gestori di servizi pubblici e dalle Società a controllo pubblico. A tale fine è costituita, entro 120 giorni dall’entrata in vigore del Dl. n. 135/2018 in commenta, una Società per azioni ad hoc interamente partecipata dallo Stato.

Art. 11 – Adeguamento dei fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale dipendente della Pubblica Amministrazione

L’art. 11 non introduce delle vere e proprie disposizioni ex novo, bensì fornisce dei chiarimenti relativi alla disciplina già vigente in tema di risorse destinate annualmente al trattamento economico accessorio del personale delle P.A. (ivi compresi gli Enti Locali), anche di livello dirigenziale.

L’art. 23, comma 2, del Dlgs. n. 75/2017, prevede che il suddetto ammontare non possa superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016.

La norma in commento precisa che sono esclusi da tale limite:

  • gli incrementi previsti dai Ccnl. successivi alla data di entrata in vigore Dlgs. n. 75/2017 e dagli analoghi provvedimenti negoziali riguardanti il personale contrattualizzato in regime di diritto pubblico;
  • gli oneri relativi al trattamento accessorio delle assunzioni effettuate successivamente alla suddetta data di entrata in vigore del limite, in deroga alle facoltà assunzionali vigenti e ai sensi di disposizioni che contemplino gli oneri (ivi compresi quelli relativi al trattamento accessorio medesimo) per quest’ultima deroga. Tale esclusione si applica anche alle assunzioni effettuate in deroga ai relativi limiti finanziari utilizzando risorse destinate ai contratti di lavoro flessibile, in attuazione di quanto disposto – per il triennio 2018-2020 – dall’art. 20, comma 3, del Dlgs. n. 75/2017.

di Veronica Potenza


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