“Decreto Sviluppo”: convertito in Legge il Dl. n. 91/14, le disposizioni di interesse per gli Enti Locali

È stata pubblicata sulla G.U. n. 192 del 20 agosto 2014, ed è in vigore dal giorno successivo, la Legge 11 agosto 2014, n. 116, di conversione del Dl. 24 giugno 2014, n. 91, rubricato “Disposizioni urgenti per il Settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea” (c.d. “Decreto Sviluppo”).

Sebbene molte delle misure introdotte siano di interesse soprattutto per le Imprese, riportiamo qui di seguito le disposizioni d’interesse anche per gli Enti Locali, con evidenziate le modifiche apportate dalla Legge di conversione.

Art. 9 – Interventi urgenti per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici e universitari pubblici e della segnaletica luminosa

L’art. 9 è stato novellato dalla Legge di conversione n. 116/14, e prevede quanto segue.

Gli Enti pubblici possono ottenere finanziamenti a tasso agevolato (50% del tasso d’interesse stabilito dal Decreto Mef 17 novembre 2009) al fine di realizzare interventi per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici scolastici e universitari (compresi gli asili nido), nel limite complessivo di Euro 350 milioni. Tali finanziamenti a tasso agevolato non concorrono alla determinazione del limite massimo di interessi passivi stabilito dall’art. 204 del Tuel.

Anche i Fondi immobiliari chiusi, costituiti ai sensi dell’art. 33 del Dl. n. 98/11, possono accedere ai suddetti finanziamenti a tasso agevolato per interventi sul patrimonio immobiliare pubblico per l’efficienza energetica dell’edilizia scolastica e universitaria (compresi gli Asili nido).

L’accesso ai finanziamenti a tasso agevolato avviene sulla base di una diagnosi corredata da certificazione energetica; gli interventi devono conseguire un miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’edificio di almeno 2 classi in un periodo massimo di 3 anni, certificato da parte di un professionista abilitato, a pena di revoca del finanziamento.

La durata massima dei finanziamenti a tasso agevolato dovrà essere inferiore o uguale a 20 anni e l’importo di ciascun intervento non deve essere superiore ad 1 milione di Euro per interventi relativi esclusivamente agli impianti, ed a Euro 2 milioni per interventi sugli impianti e alla qualificazione energetica a pieno edificio comprensivo dell’involucro; per i finanziamenti richiesti per interventi di efficienza energetica relativi esclusivamente ad analisi, monitoraggio, audit, diagnosi, certificazione e progettazione, la durata massima è di 10 anni e l’importo massimo del finanziamento non potrà superare Euro 500.000 per singolo edificio.

Entro il 19 novembre 2014 il Ministero dell’Ambiente, con apposito Decreto, individuerà i criteri e le modalità di concessione, di erogazione e di rimborso dei finanziamenti a tasso agevolato di cui alla presente norma, nonché le caratteristiche di strutturazione dei fondi immobiliari chiusi di cui sopra.

Il coordinamento degli interventi in materia di edilizia scolastica è assicurato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’attuazione del presente art. 9 non devono derivare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 22 – Misure a favore del credito alle Imprese

Il comma 7-bis apporta modifiche all’art. 37, del Dl. n. 66/14, relativo a “Strumenti per favorire la cessione dei crediti certificati”, nel quale è stabilito che, al fine di assicurare il completo ed immediato pagamento di tutti i debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni professionali, i suddetti debiti delle Pubbliche Amministrazioni diverse dallo Stato, maturati al 31 dicembre 2013 e certificati, sono assistiti dalla garanzia dello Stato, mentre quelli non ancora certificati ma comunque maturati al 31 dicembre 2013 sono assistiti dalla garanzia dello Stato solo a condizione che:

a) i soggetti creditori presentino istanza di certificazione, utilizzando la “Piattaforma elettronica” di cui all’art. 7, comma 1, del Dl. n. 35/13, entro il 31 ottobre 2014 (data posticipata dalla Legge di conversione in commento);

b) i crediti siano oggetto di certificazione, tramite la suddetta “Piattaforma elettronica”, da parte delle Pubbliche Amministrazioni debitrici.

Alle cessioni dei crediti in parola, oltre alle disposizioni di cui all’art. 117, comma 3, del Dlgs. n. 163/06, e di cui agli artt. 69 e 70 del Rd. 18 novembre 1923, n. 2440, ora non devono applicarsi anche le norme di cui all’art. 7 della Legge 21 febbraio 1991, n. 52 (“fallimento del cedente”), e all’art. 67, del Rd. 16 marzo 1942, n. 267 (“revoca di atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie”).

Art. 26 – Interventi sulle tariffe incentivanti dell’elettricità prodotta da Impianti fotovoltaici

Le tariffe incentivanti sull’energia elettrica prodotta da Impianti solari fotovoltaici, riconosciute in base all’art. 7, del Dlgs. n. 387/03, e all’art. 25, comma 10, del Dlgs. n. 28/11, al fine di ottimizzare la gestione dei tempi di raccolta ed erogazione degli incentivi e per favorire una migliore sostenibilità nella politica di supporto alle energie rinnovabili, sono erogate con nuove modalità.

Dal secondo semestre 2014, il Gse erogherà le tariffe incentivanti con rate mensili costanti, in misura pari al 90% della producibilità media annua stimata di ciascun impianto ed effettuerà il conguaglio, in relazione alla produzione effettiva, entro il 30 giugno dell’anno successivo. Le modalità operative saranno definite dal Gse e approvate con apposito Dm. Sviluppo economico entro la data posticipata del 4 settembre 2014.

Dal 1° gennaio 2015, la tariffa incentivante per l’energia prodotta dagli Impianti di potenza nominale superiore a 200 kW è rimodulata, a scelta dell’operatore, sulla base di una delle seguenti opzioni da comunicare al Gse entro il 30 novembre 2014 e, in assenza di comunicazione da parte dell’operatore, il Gse applicherà l’opzione c):

a) la tariffa è erogata per un periodo di 24 anni, decorrente dall’entrata in esercizio degli impianti, ed è ricalcolata secondo la percentuale di riduzione indicate nella Tabella di cui all’Allegato 2;

b) fermo restando il periodo di erogazione ventennale, la tariffa è rimodulata prevedendo un primo periodo di fruizione di un incentivo ridotto rispetto all’attuale e di un secondo periodo di fruizione di un incentivo incrementato in ugual misura; le percentuali di rimodulazione saranno stabilite con Dm. Mise da emanare entro il 1º ottobre 2014;

c) fermo restando il periodo di erogazione ventennale, la tariffa è ridotta di una quota percentuale dell’incentivo riconosciuto al 21 agosto 2014, per la durata residua del periodo di incentivazione, secondo le seguenti quantità:

1) 6% per Impianti di potenza nominale superiore a 200 kW fino alla potenza nominale di 500 kW;

2) 7% per impianti con potenza nominale superiore a 500 kW fino alla potenza nominale di 900 kW;

3) 8% per impianti aventi potenza nominale superiore a 900 kW.

Le riduzioni per le tariffe onnicomprensive, erogate ai sensi del Dm. Sviluppo economico 5 luglio 2012 e indicate nell’Allegato 2 del presente Decreto, si applicano alla sola componente incentivante.

Il beneficiario della tariffa incentivante può accedere a finanziamenti bancari per un importo massimo pari alla differenza tra l’incentivo già spettante al 31 dicembre 2014 e l’incentivo rimodulato ai sensi del presente articolo. Tali finanziamenti possono beneficiare, cumulativamente o alternativamente, di provvista dedicata o di garanzia concessa dalla Cassa Depositi e Prestiti Spa sulla base di apposite convenzioni con il Sistema bancario.

Le Regioni e gli Enti Locali adeguano alla durata dell’incentivo la validità temporale dei permessi rilasciati, comunque denominati, per la costruzione e l’esercizio degli impianti fotovoltaici.

Art. 32-bis – Modifica del Dpr. n. 633/72

La norma sostituisce il punto n. 16, del comma 1, dell’art. 10, del Dpr. n. 633/72, e prevede che, dal 21 agosto 2014, sono esenti da Iva le prestazioni del Servizio postale universale, nonché le sole cessioni di beni a queste accessorie, effettuate dai soggetti obbligati ad assicurarne l’esecuzione; precedentemente risultavano esenti da Iva anche le prestazioni di servizi accessorie.

Art. 33 – Semplificazione e razionalizzazione dei controlli della Corte dei conti

Viene sostituito l’art. 148, comma 1, del Dlgs. n. 267/00 e stabilito, in tema di controlli esterni sugli Enti Locali, che le Sezioni regionali della Corte dei conti verificano con cadenza annuale (anziché semestrale) il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell’equilibrio di bilancio di ciascun Ente Locale.

Conseguentemente, anche il Referto sul sistema dei controlli interni, da adottarsi sulla base delle “Linee guida” da deliberarsi dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti e sui controlli effettuati nell’anno entro il 20 settembre prossimo, dovrà essere trasmesso annualmente (anziché semestralmente) alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti.

Le successive modifiche apportate all’art. 1, del Dl. n. 174/12, in merito al rafforzamento della partecipazione della Corte dei conti al controllo sulla gestione finanziaria delle Regioni, riscadenza in 12 mesi la redazione da parte delle Regioni della Relazione sulla tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali approvate nell’anno precedente e sulle tecniche di quantificazione degli oneri.

In tema di limiti massimi delle spese elettorali dei candidati e dei Partiti politici per le Elezioni comunali, è stato modificato l’art. 13 della Legge n. 96/12, stabilendo che, per gli obblighi di controllo in materia di pubblicità della situazione patrimoniale e reddituale dei soggetti che svolgono le funzioni di Tesoriere dei Partiti o dei Movimenti politici o funzioni analoghe attribuiti alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, si riferiscono solo ai Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti, e che la sanzione stabilita in caso di mancato deposito dei consuntivi delle spese elettorali da parte dei Partiti, Movimenti politici e Liste si applica solo per i Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti.


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