Dichiarazioni ex art. 38 del Dlgs. n. 163/06: la mera incompletezza non comporta l’esclusione dei soggetti che le hanno rese

Dichiarazioni ex art. 38 del Dlgs. n. 163/06: la mera incompletezza non comporta l’esclusione dei soggetti che le hanno rese

Nella Sentenza 5041 del 4 novembre 2015, il Consiglio di Stato, Sezione Terza, afferma che semplice la incompletezza delle dichiarazioni richieste in sede di gara ai sensi dell’art. 38 del Dlgs. n. 163/06, non comporta l’obbligo della stazione appaltante di procedere alla immediata esclusione dei soggetti che le hanno rese. Nella Pronuncia in questione, i Giudici affermano che l’esclusione dalla gara va disposta, non già per il semplice fatto della mera incompletezza della dichiarazione relativa alla sussistenza dei requisiti di moralità, ma solamente nel caso in cui questi ultimi risultino effettivamente mancanti. Tale principio, informato a criteri di giustizia sostanziale, ben può essere predicato come principio di portata generale.

Infatti, non appare giusto né equo che un soggetto che possa dimostrare, eventualmente anche facendo ricorso agli strumenti procedimentali di c.d. “soccorso istruttorio” previsti dall’ordinamento, di avere tutti i prescritti requisiti morali, e che abbia inteso dichiarare in buona fede di esserne in possesso, sia escluso da una procedura concorsuale per il solo e semplice fatto di aver errato nella esposizione delle sue affermazioni al riguardo. Ovvero, ciò che è peggio, che venga escluso dalla gara per il solo e semplice fatto di aver reso una dichiarazione che, pur se sostanzialmente onnicomprensiva delle informazioni richieste dalla Pubblica Amministrazione, sia stata espressa in forma sintetica anziché in forma analitica.

Consiglio di Stato – Sentenza 5041 del 4 novembre 2015

 

 


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