Divieto di soccorso finanziario”: principio estensibile anche ai Consorzi di servizi partecipati da Enti Locali

Divieto di soccorso finanziario”: principio estensibile anche ai Consorzi di servizi partecipati da Enti Locali

Nella Delibera n. 296 del 17 luglio 2019 della Corte dei conti Lombardia, un Sindaco ha chiesto un parere in merito alla partecipazione del Comune ad un Consorzio di scopo. La Sezione ritiene il c.d. “divieto di soccorso finanziario” di cui all’art. 14, comma 5, del Dlgs. n. 175/2016, estensibile anche ai Consorzi di servizi partecipati da Enti Locali.

In particolare, la Sezione rileva come, sebbene il perimetro di diretta applicazione della norma non contempli direttamente i Consorzi ma si riferisca esclusivamente agli Organismi partecipanti aventi struttura societaria, dal tenore della stessa emerge un principio generale di “divieto di soccorso finanziario”, fondato su esigenze di tutela dell’economicità gestionale e della concorrenza, estensibile anche ai Consorzi. Ne deriva che l’Ente Locale partecipante non è tenuto a ripianare automaticamente le perdite gestionali registrate dal soggetto partecipato. In conclusione, il c.d. “divieto di soccorso finanziario” degli Organismi partecipati dalle Amministrazioni, nei termini enucleabili dall’attuale disciplina positiva e dai corrispondenti Principi generali desumibili dalla normativa comunitaria e dalla giurisprudenza contabile, appare espressivo di un vero e proprio Principio di ordine pubblico economico, fondato su esigenze di economicità e razionalità nell’utilizzo delle risorse pubbliche e di tutela della concorrenza e del mercato. Tale Principio s’impone alle Amministrazioni pubbliche prescindendo, a tutela dell’effettività del precetto, dalle forme giuridiche prescelte per la partecipazione in Organismi privati, che finirebbero altrimenti col prestarsi a facile strumento di elusione del chiaro dettato normativo.


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