Enti utilizzatori del personale Asu: devono favorire la fuoriuscita dal bacino del precariato

Nella Delibera n. 182 del 7 novembre 2017 della Corte dei conti Sicilia, il Commissario straordinario di un Libero consorzio ha chiesto un parere sulla corretta applicazione dell’art. 11, comma 7, della Lr. n. 8/17 che impone agli Enti utilizzatori del personale Asu (soggetti utilizzati in attività e lavori socialmente utili) di adottare idonee procedure a favorire la fuoriuscita dal bacino del precariato. La Sezione rileva che la norma in questione subordina la c.d. “stabilizzazione” alla verifica dell’effettivo fabbisogno delle risorse finanziarie disponibili, fermo restando il rispetto delle regole del Patto di stabilità interno e nel rispetto dei vincoli normativi assunzionali e in materia di contenimento della spesa complessiva di personale. A tal fine tutti gli Enti utilizzatori, ivi compresi gli Enti di Area vasta, sono tenuti ad adottare “il programma di fuoriuscita o avviare le procedure per il conseguente aggiornamento, con delibera dell’organo esecutivo, nonché ad avviare, per gli esuberi, le procedure di mobilità” del personale precario. Per i cd. “Enti di Area vasta” (Città metropolitane e Liberi consorzi), l’atto di programmazione in questione ed ogni relativa determinazione deve essere coerente e non divergente rispetto alla programmazione che i medesimi Enti sono tenuti ad effettuare in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 2, commi 1 e 2, della Lr. n. 27/16, ed al regime normativo vincolistico vigente nell’attuale fase di riassetto ordinamentale. Infine, la Sezione sottolinea che il divieto, posto a carico delle Province, di assumere personale a tempo indeterminato, di cui all’art.16, comma 9, del Dl. n. 95/12, convertito con modificazioni nella Legge n. 135/12, è tuttora in vigore. Tale divieto ricomprende anche le unità di personale aventi diritto al collocamento obbligatorio disposto dalla Legge n. 68/99, nel caso in cui l’Ente debba assumerle per raggiungere la copertura della quota d’obbligo prevista dalla Legge medesima.