Esclusione dall’appalto: mancato rispetto dei requisiti minimi per le porte USB nei notebook offerti

Tar Piemonte, Sentenza n. 139 del 20 gennaio 2025

Nella Sentenza indicata, la controversia riguarda un appalto in cui il capitolato richiedeva, come requisito minimo, che i computer fossero dotati di tre porte USB: due di tipo A (almeno 3.2) e una di tipo C. I notebook proposti dall’azienda esclusa disponevano invece di una sola porta USB di tipo A (3.2) e di due porte USB di tipo C (4/Thunderbolt 4). I Giudici hanno respinto la tesi dell’azienda, secondo cui il capitolato avrebbe consentito la sostituzione delle porte di tipo A con quelle di tipo C, sostenendo che queste ultime rappresentassero una soluzione più moderna e performante. È stato chiarito che il capitolato distingue chiaramente tra porte di tipo A e tipo C, richiedendo due porte di tipo A come condizione minima e applicando lo standard “almeno 3.2” esclusivamente a queste. Tale requisito esclude sia l’utilizzo di standard inferiori sia la sostituzione delle porte di tipo A con porte di tipo C, anche se dotate di standard superiori come Thunderbolt 4. L’offerta dell’azienda, che prevedeva una porta di tipo A e due di tipo C, non rispetta le specifiche minime richieste dal capitolato e non può essere considerata migliorativa. La sostituzione di una porta di tipo A con una di tipo C altera la struttura del prodotto, rendendo impossibile la connessione contemporanea di due dispositivi con cavi USB di tipo A, come richiesto. I Giudici hanno inoltre escluso l’applicabilità del principio di equivalenza, poiché il requisito delle porte USB è definito in termini strutturali (numero e tipologia), non funzionali. L’azienda non ha fornito prove che una porta di tipo C, adattata a tipo A tramite un convertitore, possa essere considerata equivalente a una porta di tipo A originaria. Di conseguenza, i notebook proposti sono stati correttamente esclusi dall’appalto per il mancato rispetto dei requisiti minimi.

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