Faq Arconet-Armonizzazione-Regioni: contabilizzazione investimenti finanziati da debito autorizzato

Faq Arconet-Armonizzazione-Regioni: contabilizzazione investimenti finanziati da debito autorizzato

 

La Commissione Arconet ha indicato la corretta modalità di contabilizzazione degli investimenti finanziati da debito autorizzato e non contratto da parte delle Regioni, ancora possibili solo per il 2015.

Di seguito riportiamo la Faq – Armonizzazione n. 5, pubblicata nei giorni scorsi e rintracciabile al link http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Faq/ARCONET/Armonizzazione/ .

Domanda n. 5:

Considerato che il 2015 è l’ultimo esercizio in cui le Regioni possono finanziare spese di investimento con debito autorizzato e non contratto, come devono essere registrati gli impegni derivanti da tali investimenti, esigibili negli esercizi successivi e finanziati da debito autorizzato e non contratto, in modo da consentire:

  1. a) la rappresentazione , nel rendiconto 2015, di residui passivi corrispondenti solo a debiti liquidi ed esigibili;
  2. b) la formazione del disavanzo per debito autorizzato e non contratto per un importo corrispondente agli impegni assunti nel 2015 per debiti autorizzati e non contratti?

Risposta:

Nel corso dell’esercizio 2015 le Regioni impegnano le spese per investimenti la cui copertura è costituita da debiti autorizzati e non contratti imputandoli all’esercizio 2015.

In sede di riaccertamento ordinario, nel rispetto del principio applicato della contabilità finanziaria n. 9.1, nell’ambito della verifica dell’esigibilità degli impegni 2015, si provvede alla reimputazione, agli esercizi in cui sono esigibili, degli impegni la cui copertura è costituita da debiti autorizzati e non contratti esigibili negli esercizi successivi, alla costituzione del Fpv in spesa dell’esercizio 2015 e alla costituzione del Fpv di entrata del 2016 (e alle successive variazioni di bilancio, con Delibera di Giunta).

L’iscrizione del Fpv di spesa nel 2015 determina la formazione del disavanzo 2015 per una quota corrispondente agli impegni reimputati.

Nel rispetto dell’art. 40, comma 2, del Dlgs. n. 118/11, che recita: ‘a decorrere dal 2016, il disavanzo di amministrazione derivante dal debito autorizzato e non contratto per finanziare spesa di investimento, risultante dal rendiconto 2015 può essere coperto con il ricorso al debito che può essere contratto solo per far fronte ad effettive esigenze di cassa”, nel bilancio dell’esercizio 2016, e degli esercizi successivi, sono iscritte:

  • tra le entrate, gli stanziamenti per accensione di prestiti, per un importo pari alla quota del disavanzo dell’esercizio precedente corrispondente al debito autorizzato e non contratto, fino all’esaurimento dello stesso;
  • tra le spese, è applicato il disavanzo dell’esercizio precedente destinato ad essere ripianato, comprensivo della quota del disavanzo costituita dal debito autorizzato e non contratto . Per il recupero della quota di tale disavanzo, è possibile utilizzare una voce distinta rispetto all’ordinario disavanzo da recuperare, denominata “Disavanzo determinato dal debito autorizzato e non contratto”, da iscrivere nel bilancio di previsione, prima di tutte le spese’.

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