“Fondi contrattazione integrativa”: in caso di errata costituzione unica opzione è recupero mediante “graduale riassorbimento”

“Fondi contrattazione integrativa”: in caso di errata costituzione unica opzione è recupero mediante “graduale riassorbimento”

Nella Delibera n. 39 del 13 aprile 2017 della Corte dei conti Liguria, un Comune ha chiesto se:

1) in caso di erronea costituzione del “Fondo per il trattamento economico accessorio” del personale, l’obbligo di recupero mediante “graduale riassorbimento” a valere sulle risorse finanziarie degli anni successivi, previsto dall’art. 4, comma 1,del Dlgs. n. 16/14, sia l’unica forma di recupero possibile (a parte i “piani di razionalizzazione” di cui al comma 2) o se esistano altre forme legittime di recupero;

2) il recupero sul “Fondo” degli anni successivi possa esimere da responsabilità erariale coloro che, con colpa grave, hanno contribuito a costituire e distribuire i fondi stanziati in eccesso o se, al contrario, i risarcimento del danno erariale possa quantificarsi in misura pari all’eccesso di stanziamento;

3) l’obbligo di recupero sia soggetto a prescrizione e in quanti anni.

La Sezione ha ritenuto che le modalità di recupero che un Ente Locale deve adottare in caso di costituzione, in anni precedenti, di “Fondi per la contrattazione integrativa” in misura complessivamente superiore a quella prevista dalla legge o dalla Contrattazione collettiva nazionale siano esclusivamente quelle nominativamente previste dall’art. 4, commi 1 e 2, del Dl. n. 16/14, convertito dalla Legge n. 68/14. Conseguentemente, è da escludere che l’Ente possa procedere ad ulteriori forme di recupero. Infine, la Sezione ricorda che l’art. 1, comma 226, della Legge n. 208/15, prevede espressamente la possibilità di compensare le somme da recuperare di cui all’art. 4, comma 1 del Dl. n. 16/14, anche attraverso l’utilizzo dei risparmi effettivamente derivanti dalle misure di razionalizzazione organizzativa adottate ai sensi del comma 221 (risparmi sugli Uffici dirigenziali), certificati dall’Organo di revisione, comprensivi di quelli derivanti dall’applicazione del comma 228 (risparmi conseguenti alla rinunzia alle capacità assunzionali).


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