“Fondo crediti dubbia esigibilità”: Fassino, “non più da perseguire entro il 2015 ma ‘spalmabile’ in 5 anni”

“Fondo crediti dubbia esigibilità”: Fassino, “non più da perseguire entro il 2015 ma ‘spalmabile’ in 5 anni”

Tra gli accordi raggiunti da Anci e Governo negli incontri tenutisi a Palazzo Chigi nel corso delle scorse settimane, ci sarebbe anche il fatto che il “Fondo crediti di dubbia esigibilità” potrà essere stanziato gradualmente in cinque anni, a differenza di quanto previsto dal Dlgs. n. 118/11, come modificato dal Dlgs. n. 126/14. Lo si apprende da un Comunicato stampa diffuso dall’Anci il 18 novembre 2014 che riporta quanto dichiarato dal Presidente dell’Associazione dei Comuni Piero Fassino, a margine del Comitato direttivo Anci riunitosi a Roma.

Parlando dei “passi in avanti” compiuti, Fassino ha elencato quanto segue: “l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione in spesa corrente anche per il 2015; la possibilità per tutti i Comuni di rinegoziare i mutui con Cdp e Mef (sia mutui di prima negoziazione che mutui già contratti); la possibilità di contrarre nuovi mutui per gli investimenti a tasso zero con gli interessi a carico dello Stato; la ‘gradualizzazione’ del Fondo di riassorbimento dei residui attivi (che da decennale diventa rimodulabile sino a un massimo di 30) e del Fondo sui crediti di difficile esigibilità non più da perseguire entro il 2015 ma ‘spalmabile’ in 5 anni. Dal confronto, oltre al via libera per l’allentamento del Patto di stabilità, i Comuni hanno ottenuto un accordo con il Governo per la rimozione di tutti quei vincoli ordinamentali che in questi anni hanno reso difficile la gestione degli Enti”.

Fassino si è detto soddisfatto dei miglioramenti acquisiti nell’ambito del negoziato con il Governo ma ha anche evidenziato alcuni “nodi irrisolti”, come “il taglio da un miliardo su Città metropolitane e nuove Province, il taglio lineare alla spesa per 1,5 miliardi e gli arretrati per 350 milioni riguardanti il pregresso sulle spese giudiziarie”.

A proposito del contenimento della spesa atteso da Città metropolitane e Province, il Sindaco di Torino ha evidenziato come questo rischi di non fare decollare queste nuove Istituzioni, che potrebbero – a suo parere – trovarsi, dopo pochi mesi dalla nascita, senza le risorse necessarie per svolgere le proprie funzioni.

Tornando poi sul tema dell’armonizzazione, Fassino ha dichiarato: “Ci sono 350 Comuni individuati come sperimentatori della nuova contabilità su cui chiediamo che si valuti l’esito della sperimentazione stessa, in maniera tale che nessuno di questi Comuni sia penalizzato nelle proprie dotazioni finanziarie”.


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