Giurisdizione in materia di mobilità e concorsi

Giurisdizione in materia di mobilità e concorsi

Nell’Ordinanza n. 16452 del 30 luglio 2020 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità, in materia di mobilità per passaggio diretto tra Pubbliche Amministrazioni, disciplinata attualmente dall’art. 30 del Dlgs. n. 165/2001, ha affermato che, “integrando siffatta procedura una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia ad essa relativa spetta al Giudice ordinario, non venendo in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale e, dunque, la residuale area di giurisdizione del Giudice amministrativo di cui all’art. 63, comma 4 del Dlgs. n. 165/2001”.

Peraltro, la Suprema Corte ha precisato che, con riferimento all’art. 63, comma 4, del Dlgs. n. 165/2001, detta norma deve essere interpretata alla stregua dei Principi enucleati, ex art. 97 della Costituzione, dal Giudice delle leggi, nel senso che, per “procedure concorsuali di assunzione”, imputato al diritto pubblico ed all’attività autoritativa dell’Amministrazione, si intendono, non soltanto quelle preordinate alla costituzione ex novo dei rapporti di lavoro (come le procedure aperte a candidati esterni, ancorché vi partecipino soggetti già dipendenti pubblici), ma anche i procedimenti concorsuali interni, destinati cioè a consentire l’inquadramento dei dipendenti in aree funzionali o categorie più elevate, con novazione oggettiva dei rapporti di lavoro.


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