Imposta comunale sulla pubblicità: non è privata l’area aperta soltanto ai possessori di Partita Iva

Imposta comunale sulla pubblicità: non è privata l’area aperta soltanto ai possessori di Partita Iva

Nell’Ordinanza n. 6915 del 17 marzo 2017 della Corte di Cassazione venivano impugnati 5 avvisi di accertamento aventi per oggetto il pagamento dell’Imposta comunale sulla pubblicità. In particolare, la questione controversa riguardava alcune targhe pubblicitarie che erano state esposte in corrispondenza dell’esercizio commerciale situato all’interno di un Centro commerciale all’ingrosso aperto solamente ai possessori di Partita Iva.

La Suprema Corte rileva che, in tema di Imposta sulla pubblicità, il luogo aperto al pubblico deve essere considerato quello comunque accessibile, sia pure nel rispetto di determinate condizioni, a chiunque si adegui al Regolamento che disciplina l’ingresso. Ciò in quanto il presupposto impositivo deve essere individuato nell’astratta possibilità del messaggio, in rapporto all’ubicazione del mezzo, di avere un numero indeterminato di destinatari, che diventano tali solo perché vengono a trovarsi in quel luogo determinato.

Pertanto, lo spazio destinato a Centro commerciale che è accessibile soltanto dai possessori di Partita Iva non può essere considerato privato, ai fini della determinazione dell’Imposta comunale sulla pubblicità.


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