Imposta di bollo: esenti le quietanze di sanzioni amministrative per violazioni diverse dal “Codice della Strada”

Con Risposta n. 330 del 10 settembre 2020 e Risposta n. 340 dell’11 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione dell’Imposta di bollo sulle quietanze di pagamento di sanzioni amministrative per violazioni diverse dal “Codice della Strada”, per le quali l’Agenzia aveva confermato l’esenzione in modo assoluto.

Il Ministero dell’Interno ha fatto presente, infatti, che con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 25/E del 2016, è stata confermata l’esenzione da Imposta di bollo in modo assoluto delle quietanze emesse a seguito del pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazione delle disposizioni recate dal “Codice della strada” in quanto trattasi atti ricompresi nell’ambito delle entrate extra-tributarie dello Stato o degli Enti locali ex all’art. 5, comma 4, Tabella, Allegato “B”, Dpr. n. 642/72.

Al riguardo il Ministero ha rappresentato che alcuni uffici territoriali della Polizia di Stato hanno chiesto di conoscere se la soluzione adottata con la citata Risoluzione n. 25/E, possa essere estesa anche alle quietanze di pagamento di sanzioni amministrative per violazioni diverse dal “Codice della Strada”, considerato che, anche in tali casi, le sanzioni amministrative sono irrogate nell’esercizio di potestà amministrativa.

Il Ministero interpellante ha chiesto altresì di conoscere il “codice ente” corretto al quale va riferito il versamento previsto nel campo “6” del Modello “F23” utilizzato per il pagamento delle sanzioni.

Al riguardo, l’Agenzia ha richiamato l’art. 5, comma 4, della Tabella, Allegato “B”, Dpr. n. 642/72 il quale dispone l’esenzione in modo assoluto per gli “Atti e copie relativi al procedimento, anche esecutivo, per la riscossione dei tributi, dei contributi e delle entrate extratributarie dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e delle istituzioni pubbliche di beneficenza, dei contributi e delle entrate extratributarie di qualsiasi ente autorizzato per Legge ad avvalersi dell’opera dei concessionari del servizio nazionale di riscossione”.

Ciò posto, in applicazione dell’art. 5, comma 4, sopracitato l’Agenzia ha ritenuto che le quietanze di pagamento di sanzioni per violazioni diverse dal “Codice della strada” devono considerarsi esenti da Imposta di bollo in quanto derivanti anch’esse da contravvenzioni a norme “extratributarie” – “che non costituiscono reato” a cui conseguono, appunto, sanzioni irrogate nell’esercizio della potestà amministrativa in conformità alla Legge n. 689/1981 in tema principi generali e procedimento di irrogazione delle sanzioni amministrative.

Relativamente al secondo quesito proposto con la presente istanza di interpello, concernente la modalità di compilazione del Modello “F23”, l’Agenzia ha chiarito che il campo “6” di tale Modello deve essere obbligatoriamente compilato con il codice dell’ufficio o dell’ente al quale va riferito il versamento.

L’elenco completo dei codici è disponibile presso il concessionario, la banca o la posta. Lo spazio “sub codice” è a disposizione dell’ufficio o dell’ente richiedente (Uffici giudiziari, Asl, Inps, Inail). Per le stesse motivazioni di cui sopra, l’Agenzia delle Entrate, con Risposta n. 340 al Comune istante, ha “esteso” l’esenzione anche alle quietanze rilasciate per la riscossione di proventi derivanti dalle violazioni amministrative ex Legge n. 689/1981.

di Alessio Malucchi


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