Imposta di sbarco: per il Tar alcune previsioni del Regolamento istitutivo sono in contrasto con la normativa statale

Imposta di sbarco: per il Tar alcune previsioni del Regolamento istitutivo sono in contrasto con la normativa statale

Nella Sentenza n. 5681 del 5 novembre 2014 del Tar Napoli il Mef ha impugnato un Regolamento istitutivo dell’Imposta di sbarco. I Giudici hanno osservato che l’art. 4, comma 3-bis, del Dlgs. n. 23/11, in materia di “Federalismo fiscale municipale”, autorizza i Comuni aventi sede giuridica nelle isole minori e i Comuni nel cui territorio insistono isole minori ad istituire con Regolamento un’Imposta di sbarco, alternativa all’Imposta di soggiorno, da applicare fino ad un massimo di Euro 1,50. L’Imposta è riscossa, unitamente al prezzo del biglietto, da parte delle compagnie di navigazione che forniscono collegamenti marittimi di linea. Le compagnie di navigazione sono state considerate responsabili del pagamento dell’Imposta, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, della presentazione della dichiarazione e degli ulteriori adempimenti previsti dalla legge e dal Regolamento comunale attuativo.

Nella fattispecie in esame i Giudici hanno rilevato che le previsioni regolamentari impugnate si pongono in contrasto con la normativa statale nel punto in cui l’Imposta viene estesa a tutti quei vettori che possono condurre i soggetti sull’isola in questione, andando così ad ampliare i soggetti passivi dell’Imposta di sbarco, individuati dall’art. 4, comma 3-bis, del Dlgs. n. 23/11, nelle sole compagnie di navigazione di linea.

Il Regolamento comunale impugnato ha comportato anche una violazione dell’art. 2, del Dlgs. n. 546/92, identificante l’oggetto della giurisdizione del Giudice tributario, nel punto in cui devolve le controversie in merito all’Imposta di sbarco ad una procedura di mediazione, sottraendole dalla tutela giurisdizionale.

La disciplina della tutela giurisdizionale dei diritti è espressamente riservata alla Legge dall’art. 117, comma 2, della Costituzione.

I Giudici aditi hanno infine statuito che non sussiste alcuna violazione degli artt. 3 e 53, della Costituzione, dell’art. 4, comma 3-bis, del Dlgs. n. 23/11, nel punto in cui identifica il presupposto d’Imposta nell’utilizzazione dei trasporti marittimi di linea, escludendo lo sbarco sull’isola con mezzi diversi. La giustificazione di detta legittimità costituzionale risiede nel fatto che l’utilizzo dei mezzi di trasporto marittimi di linea corrisponde alla fruizione di un servizio pubblico, utilizzazione che viene meno nel caso d’utilizzo di mezzi diversi da quelli previsti dalla norma.


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