Imposta pubblicità scritte pubblicitarie poste su cabina automatizzata per fototessere

Imposta pubblicità scritte pubblicitarie poste su cabina automatizzata per fototessere

Nell’Ordinanza n. 32086 del 9 dicembre 2019 della Corte di Cassazione, la questione controversa riguarda un avviso di accertamento per imposta pubblicitaria dell’anno 2015 relativa a cabine fototessera. La Suprema Corte osserva che in base all’art. 17, comma 1-bis del Dlgs. n. 446/1997 “l’Imposta non è dovuta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività cui si riferiscono, di superficie complessiva fino a 5 metri quadrati. I Comuni, con Regolamento adottato ai sensi dell’art. 52 del Dlgs. n. 446/1997 possono prevedere l’esenzione dal pagamento dell’imposta per le insegne di esercizio anche di superficie complessiva superiore al limite di cui al periodo precedente”. Tuttavia, nel caso di specie, deve essere esclusa l’applicabilità della norma in esame in quanto la cabina fotografica automatica (assimilabile a distributore automatico di cibi e bevande), sulla quale erano posti i pannelli pubblicitari, non può essere identificata come sede dell’Impresa, essendo la ricorrente una Società di capitali, e pertanto per sede effettiva deve intendersi il luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell’Ente ed ove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti. Inoltre, i Giudici di legittimità aggiungono che il concetto civilistico di sede, deve essere coordinato con la norma fiscale della cui applicazione si controverte in questa sede, in quanto il Dlgs. n. 507/1993, art. 17, comma 1-bis, prevede, per quanto qui rileva, che “l’Imposta non è dovuta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività cui si riferiscono, di superficie complessiva fino a cinque metri quadrati”, ed escluso che il distributore automatico di cibi o bevande o altri servizi (come le cabine fotografiche automatiche di cui si discute) possa ricondursi al concetto tanto di sede legale quanto di quella effettiva di esercizio dell’attività sociale, e ritenuto che neppure possa ipotizzarsi un rapporto pertinenziale con la sede della Società, in ragione dell’ampia diffusione territoriale che impedisce a monte la stessa configurabilità di un rapporto durevole di servizio del singolo distributore alla sede sociale. Pertanto, i Giudici di legittimità escludono che al punto automatico di esercizio possa attribuirsi la qualificazione di sede, e di conseguenza è escluso il rilievo che tale concetto viene a costituire nella fattispecie in esame il presupposto per l’applicazione di norma, quale il Dlgs. n. 507/1993, menzionato art. 17, comma 1-bis che prevede un’esenzione fiscale.


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