Imu: “no” al riconoscimento di compensi incentivanti per il personale impiegato in Progetti di recupero dell’evasione ed elusione

Nella Delibera n. 72 del 29 marzo 2018 della Corte dei conti Sicilia, un Sindaco chiede se sia regolare e legittimo che un’Amministrazione comunale proceda alla predisposizione di un Progetto “Imu” finalizzato al recupero dell’evasione ed elusione prodotta negli anni precedenti, prevedendo apposito compenso incentivante in favore del personale chiamato a farne parte.

La Sezione rileva che, per inquadrare l’argomento oggetto del quesito, occorre tenere conto del principio di onnicomprensività della retribuzione dei dipendenti pubblici che trova fondamento negli artt. 2, comma 3, art. 45 e 24, comma 3 (per il personale dirigente), del Dlgs. n. 165/01. Sulla base di tale impianto normativo, nulla è dovuto al dipendente, oltre al trattamento economico fondamentale e accessorio, in relazione al rapporto di lavoro con l’Amministrazione di appartenenza.

Le fonti sono la legge e il Contratto collettivo nazionale e quindi soltanto una precisa disposizione legislativa può derogare a tale sistema. E infatti, in tal senso, sono intervenute nel passato l’art. 3, comma 57, della Legge n. 662/96 e l’art. 59, comma 1, lett. p), del Dlgs. n. 446/97, regolanti la materia nel caso dell’Ici.

Tali norme consentono esplicitamente che i Comuni prevedano, nei propri Regolamenti Ici, l’attribuzione di compensi incentivanti al personale. Tale deroga non è stata tuttavia ribadita in seno alla specifica normativa regolante l’Imu e pertanto non può ritenersi operante, neanche per via regolamentare, nel caso di cui al presente quesito. In conclusione, la Sezione afferma che, in assenza di uno specifico intervento legislativo di deroga al richiamato principio di onnicomprensività della retribuzione dei dipendenti pubblici, non è legittimo riconoscere un compenso incentivante aggiuntivo in favore del personale impiegato in progetti di recupero dell’evasione ed elusione Imu.