Interessi di mora per ritardato pagamento da parte di un Ente Locale: la corresponsione dà luogo a un debito fuori bilancio

Interessi di mora per ritardato pagamento da parte di un Ente Locale: la corresponsione dà luogo a un debito fuori bilancio

La Delibera n. 205 del 20 novembre 2014 della Corte dei conti Emilia Romagna affronta la necessità di assoggettare alla procedura di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, di cui all’art. 194 del Tuel, la corresponsione delle somme assegnate ai creditori a titolo di interessi per ritardato pagamento a seguito di Sentenza del Tribunale, ovvero se sia possibile procedere con atti gestionali delegati sulla base delle disponibilità di bilancio e degli indirizzi contenuti nella Rpp e nel Peg. La Sezione ha affermato che la risposta al quesito in esame è univocamente determinata dall’art. 194, comma 1, lett. a) del Dlgs. n. 267/00. Infatti, precisa la norma che gli Enti Locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da Sentenze esecutive, (e da altre fattispecie, eventi o incombenze) con Delibera consiliare. Il caso prospettato nella richiesta di parere è dunque tipicamente contemplato dalla lettera della norma. Né può dubitarsi circa la natura di debito fuori bilancio della spesa per corresponsione di interessi di mora, in quanto essa è evidentemente sprovvista del requisito dell’utilità per l’Ente. Inoltre la Sezione ha osservato che deve ritenersi debito fuori bilancio “ogni debito che non risulti preventivamente previsto nel bilancio dell’ente e, quindi, impegnato, su quel bilancio, nelle forme di legge, in coincidenza con l’assunzione di un’obbligazione giuridicamente perfezionata”. A nulla rileva in proposito che in apposito capitolo del Peg l’Ente in questione abbia inserito uno stanziamento volto a fronteggiare la spesa per interessi per ritardato pagamento di somme dovute in esercizi precedenti. Pertanto, la Delibera consiliare si rende necessaria per il riconoscimento motivato del debito fuori bilancio, cioè per accertare che l’obbligazione si riferisce a funzioni e servizi di propria competenza e, nel caso in questione, che essa deriva da Sentenza esecutiva del tribunale. Esso dovrà contenere inoltre le indicazioni sul quantum riconosciuto della spesa che dovrà essere posta a carico del bilancio dell’Ente. Infine, la Deliberazione dovrà essere trasmessa alla Procura della Corte dei conti. L’art. 23, comma 5, della Legge n. 289/02, che dispone in materia di razionalizzazione delle spese e flessibilità di bilancio, pone infatti quest’obbligo in capo all’Ente per la valutazione di eventuali responsabilità per danno erariale connesse all’emersione del debito fuori bilancio.


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