Istanza concordato preventivo: la presentazione durante la procedura di gara priva il concorrente della legittimazione a parteciparvi

Istanza concordato preventivo: la presentazione durante la procedura di gara priva il concorrente della legittimazione a parteciparvi

I requisiti elencati dall’art. 38 del “Codice dei contratti” devono essere posseduti al momento della partecipazione in gara, e anche mantenuti per tutta la durata dell’appalto; l’eventuale sopravvenuta mancanza è tale da impedire la prosecuzione del rapporto con l’Amministrazione. Ciò anche nel caso in cui vengano meno i requisiti della mandante di un’Ati, salvo i tassativi casi specificati dalla legge (in particolare, fallimento del mandante) in cui è consentita una rimodulazione della compagine.

Pertanto, ove la mandante di Ati, nel corso della procedura di gara, presenti istanza di concordato preventivo, con o senza continuità aziendale, si viene a determinare l’impossibilità per il raggruppamento di proseguire nella procedura.

Viene infatti ad essere carente il requisito di cui all’art. 38, comma 1, lett. a). Tale è il principio ribadito da Tar Lazio Roma, Sezione I, con la Pronuncia 12 marzo 2015, n. 4068: nel caso di specie, il Tar evidenzia che non ha nessun rilievo la richiesta di concordato con continuità aziendale, in quanto tale situazione può consentire la perdurante operatività dell’impresa anche nelle pubbliche gare solo se intervenuta antecedentemente all’ingresso in gara; peraltro, tale possibilità è corredata da una serie di adempimenti formali ulteriori, cui nel caso di specie neanche si fa cenno.

Pertanto, “la presentazione della domanda di concordato in bianco determinava inequivocabilmente la situazione di pendenza del procedimento ostativa alla stipula. Medesimo effetto del resto, secondo la giurisprudenza maggioritaria, si sarebbe verificato anche ove la domanda presentata dalla società avesse avuto direttamente ad oggetto un concordato con continuità aziendale”.

 di Mauro Mammana


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