Quanto anticipato dalle stime diffuse lo scorso febbraio è stato confermato: il 2014 è stato il terzo anno consecutivo in cui si è registrato un calo del Prodotto interno lordo che complessivamente è sceso dello 0,4%.
Lo si apprende da un Comunicato Istat diffuso il 5 marzo 2015 sul proprio sito. Non più incoraggiante il dato che emerge dal raffronto tra il Pil del quarto trimestre del 2014 e dell’analogo trimestre del 2013 rispetto al quale si è registrata una variazione negativa dello 0,5%.
Per quanto riguarda invece il 2015 si apprende che la variazione acquisita è pari a -0,1% e, rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda interna registrano una lieve risalita, con una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali, sia degli investimenti fissi lordi. Anche importazioni ed esportazioni sono aumentate, con incrementi rispettivamente dello 0,3% e dell’1,6%.
La domanda nazionale al netto delle scorte fornisce un contributo alla crescita del Pil positivo per 0,2 punti percentuali; risultano nulli l’apporto dei consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni sociali private e quello degli investimenti fissi lordi, mentre la spesa della Pubblica Amministrazione contribuisce per +0,1 punti. Un contributo positivo più ampio giunge dalla domanda estera netta (+0,4 punti percentuali), mentre le scorte sottraggono 0,6 punti percentuali alla variazione del Pil.




