Iva: apportate modifiche “antifrode” al meccanismo del “reverse charge”

Iva: apportate modifiche “antifrode” al meccanismo del “reverse charge”

 

Con il Dlgs. 11 febbraio 2016, n. 24, pubblicato sulla G.U. n. 52 del 3 marzo 2016, sono state apportate modifiche all’art. 17 del Dpr. n. 633/72, in attuazione delle Direttive 2013/42/Ue e 2013/43/Ue del 22 luglio 2013, che hanno avviato un meccanismo di reazione rapida contro le frodi in materia di Iva.

In primo luogo, non si prevede più l’applicazione del meccanismo del “reverse charge” per i componenti ed accessori dei telefoni cellulari e alle cessioni di materiali e prodotti lapidei direttamente provenienti da cave e miniere di cui rispettivamente all’art. 17, comma 6, lett. b) e d) del Dpr. n. 633/72.

Viene meno, altresì, il meccanismo dell’inversione contabile, con l’abrogazione del lett. d-quinquies), per le cessioni di beni effettuate nei confronti della grande distribuzione come ipermercati, supermercati e discount alimentari.

Si prevede invece l’estensione del “reverse charge” alla lett. c) del comma 6, dell’art. 17 del Dpr. n. 633/72, anche alle cessioni di console da gioco, tablet Pc e laptop, nonché alle cessioni di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione, effettuate prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale.

Al comma 7 del medesimo art. 17 si dispone poi che il Mef individuerà con propri Decreti ulteriori operazioni economiche da assoggettare al meccanismo dell’inversione contabile, sempre in attuazione del meccanismo di reazione rapida contro le frodi in materia di Iva.

Le disposizioni di cui all’art. 17, comma 6, lett. b), c), d-bis), d-ter) e d-quater) del Dpr. n. 633/72, si applicano alle operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2018.

Si rende necessario ricordare che la Direttiva 2013/42/Ue 22 luglio 2013 ha aggiunto l’art. 199-ter alla Direttiva 2006/112/Ce, attraverso il quale uno Stato membro, “in casi di imperativa urgenza e conformemente (…) può designare il destinatario quale debitore dellIva su determinate cessioni di beni e prestazioni di servizi in deroga allart. 193, come misura speciale del meccanismo di reazione rapida (Quick Reaction Mechanism – QRM) per combattere la frode improvvisa e massiccia che potrebbe condurre a perdite finanziarie gravi e irreparabili. La misura speciale del QRM è subordinata ad adeguate misure di controllo da parte dello Stato membro per quanto riguarda i soggetti passivi che effettuano le cessioni di beni o le prestazioni di servizi cui si applica tale misura e ha una durata non superiore a 9 mesi”.

Lo Stato membro che decide di ricorrere a tale misura potrà seguire una procedura semplificata rispetto a quella prevista per le richieste delle misure speciali di deroga di all’art. 395 della Direttiva 2006/112/Ce, inviando una notifica alla Commissione europea indicando il settore interessato, il tipo e le caratteristiche della frode, l’esistenza di imperativi motivi di urgenza, il carattere improvviso e massiccio della frode e le sue conseguenze in termini di perdite finanziarie gravi e irreparabili.

Atteso quanto sopra, viene aggiunto infine, dopo il comma 7 dell’art. 17 del Decreto Iva, che le P.A. devono essere nelle condizioni per poter fornire i dati richiesti dalle Amministrazioni competenti per la preparazione delle richieste delle misure speciali di deroga di cui all’art. 395 della Direttiva/112/Ce e per l’attuazione del “QRM” in conformità agli artt. 199-bis e 199-ter della stessa Direttiva/112/Ce.


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