Iva: è detraibile l’Imposta su servizi realizzati su beni di terzi se il vantaggio che ne traggono i terzi è accessorio

Iva: è detraibile l’Imposta su servizi realizzati su beni di terzi se il vantaggio che ne traggono i terzi è accessorio

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 219 del 26 marzo 2021, ha fornito chiarimenti in merito al diritto alla detrazione dell’Iva sui costi sostenuti per servizi realizzati su beni immobili di terzi non posseduti o detenuti dal soggetto passivo.

Nel caso di specie, un Comune ha appaltato alla Società istante un intervento di risanamento acustico, sostituzione di infissi, serramenti e opere connesse ad edifici scolastici di proprietà comunale. La Società ha chiesto se sia corretto portare in detrazione l’Iva assolta sulle spese sostenute per l’esecuzione dei lavori di contenimento acustico realizzati a norma di legge, su beni di proprietà di terzi (nella fattispecie, gli edifici scolastici appartenenti al Comune), non utilizzati dalla Società nell’esercizio della propria attività caratteristica (attività di gestore aeroportuale) e sui quali la stessa Società istante non vanta alcun titolo di detenzione/possesso.

La Società effettua servizi, sia imponibili Iva che non imponibili, ma comunque non esenti o esclusi dal campo di applicazione dell’Imposta.

Al riguardo, l’Agenzia ha ricordato che, in generale, il meccanismo di detrazione dell’Iva mira a sgravare interamente l’imprenditore dall’Imposta assolta “a monte” in relazione ai beni e ai servizi acquisiti nell’esercizio dell’attività di impresa e correlati alle operazioni imponibili realizzate (a valle) dal medesimo soggetto. Il diritto alla detrazione risulta invece escluso in tutti i casi in cui l’Iva gravi sull’acquisto di beni e servizi utilizzati nell’ambito di operazioni esenti o comunque non soggette ad Imposta.

Sul punto, l’Agenzia ha osservato che, ai fini del sindacato di inerenza di un determinato costo, non è necessariamente richiesto un “nesso diretto e immediato” con una o più operazioni imponibili, essendo ammissibile anche che lo stesso rientri tra le “spese generali” del soggetto passivo e sia, in quanto tale, un elemento costitutivo del prezzo dei beni e servizi forniti. In altri termini, l’onere sostenuto deve presentare un nesso immediato e diretto con il “complesso delle attività economiche del soggetto passivo” (vedasi CGE Sentenza 14 settembre 2017, Causa C-132/16).

La detrazione è dunque ammessa anche per acquisti di beni e servizi che siano utili o funzionali all’Impresa e, quindi, causalmente indotti dall’attività economica svolta. “Ciò che rileva è, in concreto, l’utilità del bene/servizio acquistato (anche in chiave prospettica) per la creazione di valore aggiunto da parte dell’operatore economico”. Non è dunque di ostacolo al riconoscimento del diritto alla detrazione la circostanza che il costo sostenuto abbia ad oggetto un bene immobile di proprietà di un terzo non ordinariamente utilizzato nell’esercizio dell’impresa.

Come precisato dalla CGE, il diritto alla detrazione non può essere negato “a condizione, tuttavia, che il vantaggio che il terzo trae da tale prestazione di servizi sia accessorio rispetto alle esigenze del soggetto passivo”. Secondo i Giudici comunitari, infatti, “sarebbe (…) contrario al Principio di neutralità dell’Iva, (…), far gravare su un soggetto passivo l’Iva relativa a spese compiute ai fini delle sue operazioni soggette ad Imposta per il solo motivo che un terzo ne trae un vantaggio accessorio”. Inoltre, “per poter essere qualificato come accessorio, il vantaggio di cui beneficia il terzo deve derivare da una prestazione di servizi effettuata nell’interesse proprio del soggetto passivo” (vedasi CGE Sentenza 1° ottobre 2020, Causa C-405/19).

Nel caso di specie, l’Agenzia ha osservato che gli oneri sostenuti dalla Società per i servizi di risanamento acustico commissionati alle Società appaltatrici sono:

– previsti da specifiche disposizioni normative di Settore, che impongono il rispetto di determinati livelli di emissioni sonore in relazione al traffico aereo commerciale, a pena di sanzioni;

– ricompresi nella tariffa applicata dalla Società nell’ambito della gestione dei Servizi aeroportuali, ancorché non sostenuti su cespiti oggetto di concessione.

Alla luce di quanto sopra argomentato, l’Agenzia ha ritenuto che gli oneri in esame, concernenti i servizi realizzati su immobili di proprietà del Comune, debbano considerarsi inerenti all’attività di impresa svolta dalla Società istante in qualità di gestore delle Infrastrutture aeroportuali e del “Servizio pubblico di trasporto”, che si esplica, per quanto dichiarato dalla stessa Società, con l’effettuazione di operazioni imponibili e non imponibili, ed in ogni caso, senza che siano realizzati servizi esenti o esclusi dal campo di applicazione dell’Iva. Pertanto, la Società può detrarsi l’Iva su tali spese.


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