Iva: esenti le prestazioni di terapia assistita con animali se valgono i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa fiscale

Iva: esenti le prestazioni di terapia assistita con animali se valgono i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa fiscale

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 560 del 27 novembre 2020, ha fornito chiarimenti in ordine al regime Iva da applicare alle prestazioni sanitarie di “terapia assistita con animali” (c.d. “taa”).

Il soggetto istante è una Associazione operante quale “Struttura sanitaria privata semplice” per l’erogazione di attività di ippoterapia per disabilità fisiche e psichiche e pertanto, sembra potersi definire quale “Ente avente finalità di assistenza sociale” in base alle attività che per Statuto pone in essere.

In proposito, l’Agenzia ha rilevato che, ai sensi dell’art. 3-septies del Dlgs. n. 502/1992, si definiscono “attività socio-assistenziali a rilevanza sanitaria”: “le attività atte a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, la continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione”.

Secondo quanto sopra in base alle previsioni dello Statuto dell’Associazione, l’Agenzia ha ritenuto che alle prestazioni di “taa” erogate con personale sanitario qualificato possa applicarsi la disposizione contenuta nell’art. 10, comma 1, n. 27-ter, del Dpr. n. 633/1972, in quanto prestazione socio-sanitaria.

La disposizione subordina infatti il regime dell’esenzione dall’Iva ai seguenti requisiti:

– deve trattarsi di prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili;

– le predette prestazioni devono essere rese in favore di soggetti, in condizioni di disagio, espressamente indicati dalla norma: anziani ed inabili adulti, tossicodipendenti e malati di Aids, handicappati psicofisici, minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute, donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo;

– le medesime prestazioni devono essere rese da Organismo di diritto pubblico, da Istituzioni sanitarie riconosciute che erogano assistenza pubblica, previste dall’art. 41 della Legge n. 833/1978, o da Enti aventi finalità di assistenza sociale e da “Enti del Terzo Settore” di natura non commerciale, sia direttamente che in esecuzione di appalti, convenzioni e contratti in genere.

Per l’applicabilità della disposizione in esame è quindi necessaria la contestuale presenza di requisiti oggettivi, natura della prestazione e luogo (la norma parla di assistenza domiciliare o ambulatoriale rese in comunità e simili) ove la stessa viene svolta e requisiti soggettivi (natura del soggetto che eroga la prestazione e caratteristiche di colui che riceve la prestazione).

Pertanto, l’Associazione istante potrà, secondo l’Agenzia, emettere fattura in esenzione Iva ai sensi del citato art. 10, comma 1, n. 27-ter, del Dpr. n. 633/1972, per le sole prestazioni di terapia assistita con animali rese nei confronti dei soggetti indicati dalla citata disposizione, purché muniti di prescrizione medica dalla quale risulta la necessità della prestazione sanitaria funzionale alla tutela della salute.


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