Iva: il riaddebito delle spese per distacco di personale rientra nella prestazione principale se non oggetto del contratto di appalto principale

Iva: il riaddebito delle spese per distacco di personale rientra nella prestazione principale se non oggetto del contratto di appalto principale

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 224 del 5 luglio 2019, ha chiarito che il riaddebito di spese di personale distaccato alla stazione appaltante non è esente Iva ma sconta il regime fiscale della prestazione principale quando il distacco non riguarda il rapporto tra stazione appaltante e soggetto appaltatore, bensì il rapporto con un soggetto terzo.

Nel caso di specie, la Società istante svolge l’attività di raccolta dei rifiuti solidi non pericolosi ed ha sottoscritto un contratto di appalto con 2 Comuni, il cui territorio costituisce l’Area di raccolta ottimale (in breve, “Aro”) su cui la Società svolgerà il “Servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi quelli assimilati, e altri servizi di igiene pubblica”.

Per l’esecuzione del servizio affidatogli, l’Istante si avvale anche di 8 unità di personale dipendente di una Società partecipata dai Comuni locali. A tal fine, nel medesimo anno, l’Istante, tale ultima Società e “Aro” hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa con il quale è stato convenuto il distacco temporaneo del personale appositamente individuato, il cui costo complessivo (retribuzione, oneri fiscali e previdenziali) è a carico dei singoli Comuni costituenti “Aro”. Tali persone infatti sono dipendenti della Società partecipata e utilizzati dalla Società istante.

In base al Protocollo sottoscritto, i Comuni si obbligano a corrispondere alla Società partecipata il costo del predetto personale. Detta Società vorrebbe fatturare in esenzione da Iva il costo del personale distaccato direttamente alla Società istante, anziché ai Comuni. A sua volta, la Società istante dovrebbe fatturare alla stazione appaltante (il Comune capofila di “Aro”), sia il costo del servizio che il costo del personale distaccato.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate, con riferimento ai soli aspetti fiscali, esaminando il Protocollo d’intesa ed il contratto di appalto, ha osservato che, in base a tale contratto, l’Ente appaltante (il Comune capofila dell’Aro) è obbligato al pagamento di un corrispettivo unitario nella misura e nelle forme stabilite dal capitolato speciale ai sensi del quale “è da ritenersi comprensivo di tutte le spese connesse all’erogazione del servizio …”. Il capitolato speciale dispone altresì che “per l’esecuzione dei servizi oggetto dell’appalto, sia di quelli ordinari che di quelli straordinari… il singolo Comune ove si svolge il Servizio corrisponderà all’appaltatore il canone fissato contrattualmente, risultante dall’offerta in base alla quale sarà effettuata l’aggiudicazione”, e che “con il pagamento del canone…si intenderanno remunerati tutti i servizi, le prestazioni, le spese accessorie e qualunque altra spesa necessaria o comunque propedeutica alla perfetta esecuzione del contratto, nonché qualsiasi altro onere inerente o conseguente a detta esecuzione”.

Atteso quanto sopra, riguardo al caso in esame, alla luce di quanto rappresentato dalla Società istante, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che detta Società dovrebbe fatturare al Comune appaltante per lo svolgimento del “Servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi quelli assimilati, e altri servizi di igiene pubblica”, un corrispettivo complessivo comprensivo del costo del personale distaccato presso di essa, da assoggettare a Iva con aliquota del 10%, di cui al n. 127-sexiesdecies), della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972.


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