Iva: la demolizione di immobili sconta l’aliquota Iva del 10% se negli atti risulta finalizzata alla realizzazione di nuovi edifici

Iva: la demolizione di immobili sconta l’aliquota Iva del 10% se negli atti risulta finalizzata alla realizzazione di nuovi edifici

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 446 del 6 ottobre 2020, ha fornito chiarimenti in ordine al trattamento Iva applicabile ai lavori di demolizione di strutture esistenti e successiva realizzazione di nuovi edifici adibiti destinati a Caserme.

Nel caso di specie una Provincia, a seguito di un Accordo di programma-quadro che prevede la realizzazione di una serie di interventi (nuovo Carcere, nuove Caserme, nuovo Polo giudiziario, nuova sede degli Uffici giudiziari) ha effettuato alcuni interventi aventi le seguenti caratteristiche:

– lavori di demolizione delle strutture esistenti e successiva realizzazione dei nuovi edifici adibiti ad alloggi per militari;

– realizzazione degli interventi tramite 2 appalti separati di cui il primo, che risulta propedeutico alla realizzazione del secondo, consistente nella completa demolizione degli edifici e dei sottoservizi esistenti e il secondo relativo alla vera e propria realizzazione dei nuovi edifici delle predette caserme, costituiti da una palazzina per esigenze alloggiative.

I 2 appalti, anche se affidati a due imprese diverse, rientrano nel medesimo quadro progettuale.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che il n. 127-quaterdecies) della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972, prevede tra l’altro l’applicazione dell’aliquota ridotta del 10% “alla realizzazione degli interventi di recupero di cui all’art. 31 della Legge n. 457/1978, esclusi quelli di cui alle lett. a) e b) del comma 1 dello stesso articolo”.

Pertanto, ai sensi della predetta disposizione, risultano agevolati in termini di aliquota Iva del 10% gli interventi di cui alle lett. c), d) ed e), della medesima Legge n. 457/1978, che consistono rispettivamente negli interventi di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica.

Come affermato dalla Circolare 11/E del 16 febbraio 2007, le previsioni contenute nella lett. d) dell’art. 31 della Legge n. 457/1978, sono state integrate per effetto dell’art. 3, del Dpr. n. 380/2001, il quale ha sostituito, con modificazioni, il citato art. 31. Attualmente, la lett. d) dell’art. 3 del citato “Tue” (come modificata dal Dl. 16 luglio 2020, n. 76, recentemente convertito con modificazioni dalla Legge n. 120/2020), prevede tra l’altro che “nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi altresì gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’installazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico, L’intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana. Costituiscono inoltre ristrutturazione edilizia gli interventi volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza”.

In sostanza, la disposizione ricomprende nella nozione di ristrutturazione edilizia anche gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti aventi diverse caratteristiche e che prevedono anche nei soli casi espressamente previsti dalla normativa vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria al fine di promuovere interventi di rigenerazione urbana. Come precisato nella citata Circolare n. 11/E del 2007, sebbene la Tabella A, Parte III, n. 127-quaterdecies), allegata al Dpr. n. 633/1972, faccia espresso riferimento all’art. 31, della Legge n. 457/1978, e non all’art. 3, del Dpr. n. 380/2001, atteso il carattere interpretativo dello stesso articolo, l’aliquota agevolata del 10% è applicabile anche ai contratti di appalto relativi alla demolizione.

L’agevolazione ha natura oggettiva in quanto concerne il recupero del patrimonio edilizio in genere, privato o pubblico, purché oggetto degli interventi sia immobile qualificabile come edificio, a prescindere dalla destinazione d’uso (abitativa, commerciale, servizi, culto, ecc.), ossia si prescinde dalla tipologia di immobile.

Nel caso di specie, pertanto, trattandosi di lavori di demolizione di edifici esistenti e successiva ricostruzione, l’Agenzia ha ritenuto applicabile l’aliquota Iva del 10%, fermo restando che gli eventuali incrementi di volumetria devono essere espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali.


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