Iva: possibilità di compensare la quota di compartecipazione per il pagamento

Iva: possibilità di compensare la quota di compartecipazione per il pagamento

Nella Delibera n. 195 del 13 novembre 2014 della Corte dei conti Molise, la richiesta di parere trae origine dall’obbligo di concorrere al finanziamento della Misura 125 del “Programma di Sviluppo Rurale” della Regione in questione e dall’impossibilità di utilizzare a tal fine risorse proprie, in ragione del divieto ex art. 187, comma 3-bis, del Dlgs. n. 267/00 di impiegare l’avanzo di amministrazione per gli Enti che si trovano in regime di anticipazione di Tesoreria. In particolare, il “Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013” della Regione in questione, adottato dalla Giunta Regionale con Deliberazione, prevede, ai sensi dell’art. 20, comma c), lettera ii) e dell’art. 30 del Reg. (CE) 1698/05, la Misura 125, relativa al “Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in parallelo con lo sviluppo dell’agricoltura e della silvicoltura” ed avente tra gli obiettivi operativi, in primis, la razionalizzazione della risorsa idrica utilizzata per l’irrigazione, per perseguire una diversificazione e valorizzazione degli aspetti qualitativi delle produzioni agricole e forestali, nonché per promuovere il risparmio della risorsa anche al fine di ridurre gli sprechi ed i processi di degrado, ed, in secundis, il potenziamento della viabilità a servizio delle imprese agricole e forestali. Ebbene, a fronte della concessione di aiuti pari al 100% delle spese ammissibili, è richiesto all’Ente realizzatore il concorso al finanziamento mediante una quota di compartecipazione per il pagamento dell’Iva. La Sezione osserva che l’ipotesi avanzata dal Comune, si sostanzia nel finanziamento della compartecipazione mediante la cessione, in favore della ditta appaltatrice dell’intervento, di beni immobili di proprietà comunale all’uopo disponibili e di valore congruo, che diverrebbero, quindi, di proprietà di questa sebbene in assenza del pagamento del relativo prezzo. La Sezione statuisce che il Comune in questione, trovando applicazione la disciplina di cui alla Legge di contabilità dello Stato (Rd. n. 2440/23) ed al relativo regolamento attuativo (Rd. n. 827/24), non può eseguire la cessione, in favore della ditta appaltatrice dell’intervento, di beni immobili di proprietà comunale al fine di compensare la quota di compartecipazione per il pagamento dell’Iva, essendo a tal fine tenuto al rispetto della procedura del pubblico incanto. Invero, la detta operazione appare praticabile solo in presenza di una delle speciali ed eccezionali circostanze che, in via eccezionale, consentono di attivare la trattativa privata e di cui dovrà essere fornita idonea giustificazione con stringente motivazione. Del resto, spetta all’Amministrazione, nell’esercizio del proprio potere discrezionale e previa valutazione comparativa dei vari interessi coinvolti, effettuare la scelta (motivata) più adeguata alle esigenze a cui deve far fronte con la propria azione. Infatti la Sezione rammenta che la funzione consultiva è diretta a fornire un ausilio all’Ente richiedente per le determinazioni che lo stesso è tenuto ad assumere nell’esercizio delle proprie funzioni, restando, pertanto, ferma la discrezionalità dell’Amministrazione in sede di esercizio delle prerogative gestorie. Peraltro, ove si dovesse optare per l’esecuzione della cessione, al fine di evitare indebiti arricchimenti o il mancato raggiungimento dello scopo, particolare attenzione dovrà essere riposta nell’individuazione di un sistema di compensazione che ovvii alla verosimile ipotesi di non congruità del corrispettivo rispetto alla misura del concorso al finanziamento richiesto all’Ente attraverso la compartecipazione all’Iva.


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