Iva: soggette le entrate da gestione dei Parcheggi percepite da una Impresa controllata a cui il Comune ha affidato in concessione il servizio

Iva: soggette le entrate da gestione dei Parcheggi percepite da una Impresa controllata a cui il Comune ha affidato in concessione il servizio

Corte di Cassazione – Ordinanza 13 ottobre 2020, n. 22046

L’attività di gestione e custodia dei Parcheggi a pagamento, svolta da una Società cooperativa che opera in regime di concessione, è soggetta ad Iva in quanto attività di impresa non riconducibile all’esercizio di poteri autoritativi.

E’ quanto sancito dalla Corte di Cassazione nell’Ordinanza in commento, conseguente al mancato assoggettamento al regime di imponibilità Iva, da parte di una Società cooperativa, Concessionaria del “Servizio di gestione e custodia dei parcheggi a pagamento”, affidatogli da un Comune abruzzese Capoluogo di Provincia delle entrate percepite direttamente dagli utenti.

La Corte ha ritenuto che, nel caso di specie, siano stati violati gli artt. 3, comma 2, n.1), 4, comma 2, e 10, n. 8), del Dpr. n. 633/1972, nonché l’art. 4, n. 5), commi 1 e 4, e l’art., 13, parte B, lett. b), Direttiva Cee 17 maggio 1977, per avere ritenuto l’attività svolta dalla Società esente (nel senso di esclusa) da Iva, in quanto in realtà la stessa è un soggetto privato che, pur operando in regime di concessione, svolge un’attività di impresa non assimilabile ad una attività svolta quale pubblica autorità.

Detta Società, organizzata in forma di Società cooperativa a r.l. per la gestione di Parcheggi in concessione comunale, opera, “non già come longa manus dell’Amministrazione municipale, ma in forza di un rapporto contrattuale, sia esso qualificabile come concessione ovvero come contratto di servizio, in virtù del quale, da un lato, essa versa al Comune un corrispettivo per la dazione delle aree da destinare a pubblico parcheggio e, dall’altro, incassa dagli utenti un corrispettivo per la fruizione del Servizio di ‘Parcheggio”.

La prima tipologia di entrata, a favore del Comune concedente, è stata ritenuta, nel più risalente orientamento della Corte di Giustizia, non soggetta a Iva per la natura pubblica della prestazione fornita dal soggetto cedente quale Ente territoriale (vedasi Sentenza 14 dicembre 2000, C-446/98, infra 3.4 e 3.5).

La seconda tipologia di entrata, percepita dalla Società, non può senz’altro, come affermato dalla Corte, essere sottratta all’Iva. Infatti, con l’acquisto della personalità giuridica, la Società concessionaria ha assunto la qualità di soggetto passivo Iva ai sensi dell’art. 4 del Dpr. n. 633/1972, per cui le operazioni da essa compiute hanno natura imponibile “a prescindere dal fatto che esse siano rese per concessione o contratto dall’Ente territoriale e si riferiscano al Servizio di ‘Parcheggio’ a pagamento che può rientrare nei compiti dell’Ente medesimo; questa Corte (Cassazione civile, Sentenza 25 marzo 2015, n. 5947) – prosegue l’Ordinanza – ha già avuto modo di precisare, in una controversia analoga alla presente e relativa alla medesima contribuente, che in tema di Iva, sono soggetti passivi tutti gli operatori economici privati, anche se esercitano l’attività di un Ente pubblico per concessione, contratto di servizio o delega, beneficiando dell’esenzione, ove non sia accertato un effetto distorsivo della concorrenza attuale o potenziale, solo lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri Organismi di diritto pubblico che operano quali pubbliche Autorità; ..”.

Non rileva neppure il fatto – precisa inoltre la Corte – che l’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un Interpello posto in essere dal Comune concedente, abbia riconosciuto che “emerge inequivocabilmente l’esercizio di poteri di carattere autoritativo e di controllo da parte del Comune sull’attività della Società affidataria del servizio”.

di Francesco Vegni


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