“Jobs Act”: verso i controlli a distanza sui lavoratori?

“Jobs Act”: verso i controlli a distanza sui lavoratori?

Arriva all’improvviso il via libera ai controlli a distanza sui dipendenti tramite computer, cellulari, tablet e telecamere. Gli scambi di e-mail, la navigazione in internet e le telefonate diventano informazioni che il datore di lavoro può utilizzare nel suo rapporto con il dipendente. Idem per le immagini riprese dalla videosorveglianza, con l’unico limite di fornire un’adeguata informazione al lavoratore.

Questa novità è contenuta in un Decreto attuativo del “Job Act” consegnato il 17 giugno 2015 alla Camera dei Deputati ed è un ribaltamento delle norme contenute nello “Statuto dei Lavoratori”: si passa dal divieto alla facoltà di controllo, sia pure con dei limiti, ma la libertà del datore di lavoro è piena.

Quindi, se viene inviata un’e-mail ad un amico o in caso di uso di Facebook o di altri social network, al dipendente può essere comminata una sanzione disciplinare. La nuova norma infatti ammette il controllo senza specificare altro; l’unico bilanciamento è nella “Legge sulla privacy”, con il Garante che su questa materia si è dimostrato sempre piuttosto rigido e ha spesso indicato come soluzione per regolamentare l’uso delle apparecchiature lo strumento di filtri, con il blocco di alcune funzioni, in modo da tutelare la riservatezza dei lavoratori.

La giurisprudenza invece è stata più permissiva. Finora c’era il divieto di usare le immagini per il controllo del lavoratore, ma i Giudici con il tempo hanno un po’ smorzato e attenuato la norma, e se una telecamera ad esempio riprendeva un furto o un atto di vandalismo, ne ammetteva l’uso contro il lavoratore.

Ora il concetto si ribalta e si prevede l’uso di questi strumenti per fini di controllo ma la loro installazione potrà avvenire solo previa autorizzazione sindacale o dell’Ispettorato del lavoro.

Uno stop però arriva dal Consiglio d’Europa, il quale ha emanato una raccomandazione secondo la quale i datori di lavoro non possono “spiare” i propri dipendenti.

Non resta che attendere per capire come si evolverà la situazione.

di Stefano Paoli

 


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