Le novità del Decreto-legge n. 90/14 di materia di mobilità e assegnazione di nuove mansioni

Tra le molte novità introdotte dal Dl. n. 90/14 (c.d. “Decreto P.A.”), segnaliamo le disposizioni di cui agli artt. 4 e 5, volte a migliorare processi di allocazione e ricollocazione del personale presso le Pubbliche Amministrazioni, facendo riferimento ai seguenti strumenti:

mobilità obbligatoria e volontaria (art. 4);
assegnazione di nuove mansioni (art. 5).
A seguire, viene fornito un approfondimento del contenuto delle disposizioni introdotte dal Decreto in vigore dal 25 giugno 2014.
Mobilità obbligatoria e volontaria (art. 4)
L’art. 4 del Dl. n. 90/14 introduce, all’interno delle norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche, specifiche disposizioni finalizzate a favorire processi di:
mobilità interna alle Amministrazioni;
mobilità esterna;
mobilità intercompartimentale.
In particolare, il Decreto sostituisce i commi da 1 a 2 dell’art. 30 del Dlgs. 30 marzo 2001, n. 165, con quanto riportato nella Tabella seguente:

Art. 30 commi da 1 a 2 del Dlgs. n. 165/01
Versione previgente    Art. 30 commi da 1 a 2 del Dlgs. n. 165/01
Versione aggiornata con Dl. n. 90/14
1. Le Amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre Amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. Le Amministrazioni devono in ogni caso rendere pubbliche le disponibilità dei posti in organico da ricoprire attraverso passaggio diretto di personale da altre Amministrazioni, fissando preventivamente i criteri di scelta. Il trasferimento è disposto previo parere favorevole dei Dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato sulla base della professionalità in possesso del dipendente in relazione al posto ricoperto o da ricoprire.
1-bis. Fermo restando quanto previsto al comma 2, con Decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e previa intesa con la Conferenza unificata, sentite le Confederazioni sindacali rappresentative, sono disposte le misure per agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, per garantire l’esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle Amministrazioni che presentano carenze di organico.    1. Le Amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all’art. 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre Amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento, previo assenso dell’Amministrazione di appartenenza. Le Amministrazioni, fissando preventivamente i criteri di scelta, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a 30 giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre Amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere. In via sperimentale e in attesa dell’introduzione di nuove procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di personale delle Amministrazioni pubbliche, per il trasferimento tra le sedi centrali di differenti Ministeri, Agenzie ed Enti pubblici non economici nazionali non è richiesto l’assenso dell’Amministrazione di appartenenza, la quale dispone il trasferimento entro 2 mesi dalla richiesta dell’Amministrazione di destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e a condizione che l’Amministrazione di destinazione abbia una percentuale di posti vacanti superiore all’Amministrazione di appartenenza. Per agevolare le procedure di mobilità la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica istituisce un portale finalizzato all’incontro tra la domanda e l’offerta di mobilità.
2. I Contratti collettivi nazionali possono definire le procedure e i criteri generali per l’attuazione di quanto previsto dal comma 1. In ogni caso sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei Contratti collettivi volti ad eludere l’applicazione del principio del previo esperimento di mobilità rispetto al reclutamento di nuovo personale.    2. Nell’ambito dei rapporti di lavoro di cui all’art. 2, comma 2, le sedi delle Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, collocate nel territorio dello stesso Comune costituiscono medesima unità produttiva ai sensi dell’art. 2103 del Codice civile. Parimenti costituiscono medesima unità produttiva le sedi collocate a una distanza non superiore ai cinquanta chilometri dalla sede in cui il dipendente è adibito. I dipendenti possono prestare attività lavorativa nella stessa Amministrazione o, previo accordo tra le Amministrazioni interessate, in altra nell’ambito dell’unità produttiva come definita nel presente comma. Con Decreto del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, previa intesa, ove necessario, in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del Dlgs. 28 agosto 1997, n. 281, possono essere fissati criteri per realizzare i processi di cui al presente comma, anche con passaggi diretti di personale tra Amministrazioni senza preventivo accordo, per garantire l’esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle Amministrazioni che presentano carenze di organico.
2.1. Nei casi di cui ai commi 1 e 2 per i quali sia necessario un trasferimento di risorse, si applica il comma 2.3.
2.2. Sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi in contrasto con le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.

Da una lettura delle nuove disposizioni emergono i seguenti elementi di interesse per gli Enti Locali:
“Nulla-osta”. Rimane confermato il “nulla-osta” da parte dell’Amministrazione cedente anche se si parla di “previo assenso dell’Amministrazione di appartenenza” invece di “parere favorevole dei Dirigenti responsabili dei Servizi e degli Uffici cui il personale è o sarà assegnato”. La diversa formulazione letterale pare essere una mera questione di forma, fermo restando che sarà opportuno stabilire in sede regolamentare i soggetti e gli Organi interessati dalla procedura di assenso alla mobilità in uscita;
Trasparenza. La norma prevede che le Amministrazioni che intendano far ricorso all’istituto della mobilità in entrata “pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre Amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere”. Viene pertanto confermato il ruolo centrale del sito istituzionale come strumento principe di comunicazione verso l’esterno. La disposizione prevede inoltre, al fine di rafforzare il concetto di Trasparenza e garanzia per un’ampia diffusione della procedura di reclutamento, un arco temporale minimo di pubblicazione pari a 30 giorni;
Unità produttiva. Il novellato comma 2 del citato art. 30, stabilisce un “nuovo perimetro” di libera circolazione dei dipendenti ai sensi dell’art. 2103 del Codice civile, esteso nel raggio:
del territorio comunale;
di 50 chilometri dalla sede in cui il dipendente è adibito;
La norma potrebbe avere effetti diretti su una platea limitata di Enti Locali, avuto principalmente riguardo nei confronti di quelle Amministrazioni di grandi dimensioni ed articolate su un ambito territoriale più esteso (es. Regioni, Province). Risulta tuttavia importante attendere il Decreto del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione nel quale saranno definiti i criteri attuativi;
Assegnazione di nuove mansioni (art. 5)
L’art. 5 del Dl. n. 90/14 introduce invece, all’interno delle norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche, precise disposizioni finalizzate a favorire processi di:
Trasparenza;
Ampliamento delle occasioni di ricollocazione del personale collocato in disponibilità, attraverso le seguenti modifiche dell’art. 34 del Tupi evidenziate in grassetto e sottolineato.
1. Il personale in disponibilità è iscritto in appositi elenchi secondo l’ordine cronologico di sospensione del relativo rapporto di lavoro.
2. Per le Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo e per gli Enti pubblici non economici nazionali, il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri forma e gestisce l’Elenco, avvalendosi anche, ai fini della riqualificazione professionale del personale e della sua ricollocazione in altre Amministrazioni, della collaborazione delle strutture regionali e provinciali di cui al Dlgs. n. 469/97 e realizzando opportune forme di coordinamento con l’Elenco di cui al comma 3.
3. Per le altre Amministrazioni, l’Elenco è tenuto dalle strutture regionali e provinciali di cui al Dlgs. n. 469/97, alle quali sono affidati i compiti di riqualificazione professionale e ricollocazione presso altre Amministrazioni del personale. Le Leggi regionali previste dal Dlgs. n. 469/97, nel provvedere all’organizzazione del sistema regionale per l’impiego, si adeguano ai principi di cui al comma 2.
3-bis. Gli Elenchi di cui ai commi 2 e 3 sono pubblicati sul sito istituzionale delle Amministrazioni competenti;
4. Il personale in disponibilità iscritto negli appositi Elenchi ha diritto all’indennità di cui all’art. 33, comma 8, per la durata massima ivi prevista. La spesa relativa grava sul bilancio dell’Amministrazione di appartenenza sino al trasferimento ad altra Amministrazione, ovvero al raggiungimento del periodo massimo di fruizione dell’indennità di cui al medesimo comma 8. Il rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto a tale data, fermo restando quanto previsto nell’art. 33. Gli oneri sociali relativi alla retribuzione goduta al momento del collocamento in disponibilità sono corrisposti dall’Amministrazione di appartenenza all’Ente previdenziale di riferimento per tutto il periodo della disponibilità. Nei 6 mesi anteriori alla data di scadenza del termine di cui all’art. 33, comma 8, il personale in disponibilità può presentare, alle Amministrazioni di cui ai commi 2 e 3, istanza di ricollocazione, in deroga all’art. 2103 del Codice civile, nell’ambito dei posti vacanti in organico, anche in una qualifica inferiore o in posizione economica inferiore della stessa o di inferiore area o categoria, al fine di ampliare le occasioni di ricollocazione. In tal caso, la ricollocazione non può avvenire prima dei 30 giorni anteriori alla data di scadenza del termine di cui all’art. 33, comma 8.
5. I Contratti collettivi nazionali possono riservare appositi fondi per la riqualificazione professionale del personale trasferito ai sensi dell’art. 33 o collocato in disponibilità e per favorire forme di incentivazione alla ricollocazione del personale, in particolare mediante mobilità volontaria.
6. Nell’ambito della programmazione triennale del personale di cui all’art. 39 della Legge 27 dicembre 1997, n. 449, l’avvio di procedure concorsuali e le nuove assunzioni a tempo indeterminato o determinato per un periodo superiore a 12 mesi, sono subordinate alla verificata impossibilità di ricollocare il personale in disponibilità iscritto nell’apposito Elenco. I dipendenti iscritti negli elenchi di cui al presente art. 5 possono essere assegnati, nell’ambito dei posti vacanti in organico, in posizione di comando presso Amministrazioni che ne facciano richiesta o presso quelle individuate ai sensi dell’art. 34-bis, comma 5-bis. Gli stessi dipendenti possono altresì avvalersi della disposizione di cui all’art. 23-bis. Durante il periodo in cui i dipendenti sono utilizzati con rapporto di lavoro a tempo determinato o in posizione di comando presso altre Amministrazioni pubbliche o si avvalgono dell’art. 23-bis il termine di cui all’art. 33, comma 8, resta sospeso e l’onere retributivo è a carico dall’Amministrazione o dell’Ente che utilizza il dipendente.
7. Per gli Enti pubblici territoriali le economie derivanti dalla minore spesa per effetto del collocamento in disponibilità restano a disposizione del loro bilancio e possono essere utilizzate per la formazione e la riqualificazione del personale nell’esercizio successivo.
8. Sono fatte salve le procedure di cui al Dlgs. n. 267/00, relative al collocamento in disponibilità presso gli Enti Locali che hanno dichiarato il dissesto.
L’art. 5 interviene inoltre a dettare i tempi (60–90 giorni) per la conclusione delle procedure previste per la riallocazione totale o parziale del personale in eccedenza presso Società controllate direttamente o indirettamente dalle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/01, prevedendo altresì che entro 15 giorni dalla conclusione delle procedure previste dai commi 566 e 567 dell’art. 1 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (“Legge di stabilità 2014”), il personale può presentare istanza alla Società da cui è dipendente o all’Amministrazione controllante per una ricollocazione, in via subordinata, in una qualifica inferiore nella stessa Società o in altra Società.

di Simone Salvi


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