“Legge Anticorruzione”: indicazioni interpretative relative alla disciplina dell’arbitrato nei contratti pubblici

“Legge Anticorruzione”: indicazioni interpretative relative alla disciplina dell’arbitrato nei contratti pubblici

Con la Determinazione n. 13 del 10 dicembre 2015, l’Anac ha fornito chiarimenti relativi alla disciplina dell’arbitrato, come prevista dagli artt. 241-243 del Dlgs. n. 163/06, alla luce della Legge n. 190/12 (c.d. “Legge Anticorruzione”).

Il Pronunciamento aggiorna la precedente Determinazione n. 6 del 18 dicembre 2013 dell’Authority.

Come evidenziato nella Premessa, le modifiche introdotte dall’art. 1, commi da 18 a 25, della Legge n. 190/12, hanno suscitato dubbi interpretativi e problemi di coordinamento con la vigente normativa, con specifico riguardo ai seguenti profili:

1) problematiche di diritto transitorio in relazione all’applicazione dei divieti dettati dall’art. 1, comma 18, della Legge n. 190/12, che esclude determinate categorie professionali dal novero dei soggetti ai quali può essere affidato l’incarico di arbitro;
2) problematiche di diritto transitorio in relazione alla autorizzazione preventiva e motivata da parte dell’Organo di governo della Pubblica Amministrazione prevista dal comma 19, che sostituisce il comma 1 dell’art. 241 del “Codice dei Contratti pubblici”, anche in relazione alla sanzione di nullità della clausola ivi prevista;
3) rapporto tra la nuova disciplina dettata dal Codice e l’art. 810 del Cpc.;
4) individuazione dei soggetti ai quali può essere affidato l’incarico di arbitro della P.A. alla luce del generico rinvio al Codice, contenuto all’art. 1, comma 21, della Legge n. 190/12.

La Determinazione, cui rimandiamo per ulteriori dettagli, approfondisce in particolare i seguenti punti:

1) individuazione dell’ambito di estensione del divieto di cui al comma 18 dell’art. 1 della Legge n. 190/12 e profili di diritto intertemporale
2) nomina dell’arbitro di elezione pubblica;
3) profili di diritto intertemporale relativi all’applicazione del comma 19 sull’autorizzazione preventiva;
4) rapporto tra la nuova disciplina dettata dal Codice e l’art. 810 del Codice di procedura civile.


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